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Lucca

chiesta la sospensiva al tar

Revisione delle sedi, le farmacie non ci stanno

Revisione delle sedi, le farmacie non ci stanno

LUCCA. Le farmacie vanno alla guerra con il Comune. Sarò discussa domani, davanti ai giudici del Tribunale amministrativo della Toscana, la richiesta di sospensiva avanzata da alcuni esercizi...

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LUCCA. Le farmacie vanno alla guerra con il Comune. Sarò discussa domani, davanti ai giudici del Tribunale amministrativo della Toscana, la richiesta di sospensiva avanzata da alcuni esercizi commerciali della periferia (farmacie Landi, Pachetti, Buti) nei confronti della revisione decisa dalla giunta a inizio del mese di aprile. In sostanza, a “protestare” sono alcuni degli esercizi che si trovano nelle zone che - nella previsione del Comune - dovrebbero prevedere un incremento delle farmacie.

Il provvedimento della giunta nasce (anche) a seguito dell’annoso caso della farmacia Baldi, in via Vittorio Emanuele che aveva chiesto di spostare la sede dal centro in una zona San Concordio, decentrata ma più popolosa ed estesa (oltre 10mila abitanti), e caratterizzata dalla forte presenza di esercizi commerciali di attrazione e, soprattutto, servita da una sola farmacia, dove servizio appare sottodimensionato in rapporto alla popolazione. La richiesta della farmacia Baldi, difesa dall'avvocato Giovanni Bianchini di Barga, inizialmente respinta dal Comune, aveva però parzialmente trovato favorevole il giudice amministrativo il quale aveva stabilito che l’istanza di trasferimento da parte del titolare di una farmacia non può che essere valutata all'interno di un quadro programmatorio. Proprio quello emerso dalla delibera di aprile, che ha diviso il territorio comunale in 9 macro aree prevedendo il numero di farmacie “ideale” per ciascuna di esse. In quella del centro, ad esempio, si dovrebbe scendere da otto a quattro. Mentre si dovrebbe salire di una farmacia a S. concordio, S.Filippo-Arancio-Antraccoli, Oltreserchio, Morianese-Brancoleria. Ovviamente, le farmacie del centro non sarebbero “costrette” a spostarsi, ma verrebbe fatto, dal Comune, una sorta di bando per chiedere chi è interessato a trasferirsi fuori dalle Mura.

Un iter che ora, a seconda delle decisioni dei giudici amministrativi, potrebbe avere uno stop imprevisto. (l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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