Il Tirreno

Lucca

Bonifica alle ex officine, i giudici bocciano la Lazzi

di Luca Cinotti
Bonifica alle ex officine, i giudici bocciano la Lazzi

Respinto l’ultimo ricorso al Consiglio di Stato: ora la società deve intervenire. Il Comune: «La responsabilità è loro, paghino i quattro milioni necessari»

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LUCCA. La Lazzi non ha più scuse: deve bonificare l’area di viale Catalani sulla quale, per decenni, è stata in funzione l’autorimessa per i bus. Anche l’ultimo passaggio che poteva portare a una sospensiva (cioè l’udienza di fronte al Consiglio di Stato) non ha scalfito l’ordinanza della Provincia che intima all’azienda di “ripulire” il terreno dagli idrocarburi e dagli altri inquinanti presenti. Il Comune, da parte sua, incassa questa vittoria, ma ora si apre una partita ancor più delicata: cosa fare nel caso che l’azienda decida comunque di non dare il via alla modifica.

Resta da vedere se, da parte dell’azienda, ci sarà la volontà di procedere a un’operazione che costa quattro milioni di euro. In linea teorica la bonifica potrebbe essere effettuata anche dal Comune, con la successiva rivalsa nei confronti della società. Ma questa strada viene scartata dall’assessore all’ambiente Francesco Raspini: «Ripeto quanto detto dal sindaco Tambellini. La bonifica spetta alla Lazzi, che è una società tuttora in attività. Non spetta al Comune spendere i soldi della collettività».

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