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Lucca

Alce, clamoroso dietrofront: niente asta, svanisce il progetto

di Chiara Lammari
Alce, clamoroso dietrofront: niente asta, svanisce il progetto

Futuris si smarca dal progetto di Biomasse del Serchio e diserta la gara per i certificati verdi Oggi alle 12 assemblea straordinaria degli operai: il loro destino, a questo punto, è incerto

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BAGNI DI LUCCA. La notizia ha iniziato a rimbalzare nel primo pomeriggio di ieri tra l’incredulità generale: Biomasse del Serchio Srl, titolare dell’autorizzazione unica per la costruzione della centrale a legna nell’ex stabilimento Alce, non concorrerà alle aste per aggiudicarsi i certificati verdi necessari alla concretizzazione del progetto.

L’informazione ha davvero dell’incredibile: appena un mese fa, infatti, la ditta Futuris Spa che avrebbe dovuto acquisire la maggioranza delle quote di Biomasse del Serchio, subentrando così ad Alce nella gestione dell’impianto, aveva incontrato i sindacati e l’Rsu aziendale ed aveva confermato la propria volontà di andare avanti, ribadendo l’intenzione di partecipare alle aste; aste i cui termini scadono domani.

Già nel 2013 l’azienda aveva deciso all’ultimo di non concorrere e perciò era stato dato per scontato da tutti che questa volta la ditta avrebbe tentato di entrare in graduatoria, essendo oltretutto il 2014 l’ultimo anno disponibile per ottenere i contributi statali.

Ancora non è del tutto chiaro perché Futuris si sia tirata indietro: da un lato pare abbiano pesato le ultime modifiche al cosiddetto “Decreto del Fare” che non avrebbero più assicurato sufficienti garanzie in ordine al lauto investimento a cui la società era chiamata a far fronte; dall’altro la forte opposizione delle amministrazioni comunali di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano che anche recentemente erano tornate a chiedere al Consiglio provinciale una valutazione d’impatto ambientale ed un completo piano di caratterizzazione.

Da quanto emerge, spinti da queste motivazioni, sarebbero stati i soci stranieri di Futuris a smarcarsi per primi, decretando quindi il naufragio del progetto. Tesi confermata da un comunicato di Biomasse e Terra uomini e ambiente che - riferendosi a Futuris - parlano di «comportamento grave e che sorprende, tenendo conto della volontà più volte espressa da Futuris di partecipare all'asta, riconfermata anche durante l'ultimo incontro con le organizzazioni sindacali tenutosi il 29 maggio. Sulla decisione hanno pesato i dubbi degli Investitori stranieri, partecipanti al capitale di Futuris, circa la realizzabilità di opere così complesse, permanendo l'atteggiamento fortemente ostile delle amministrazioni comunali».

Oggi, alle ore 12, intanto tutti gli operai si riuniranno per un’assemblea straordinaria nei locali dello stabilimento Alce. Visto che difficilmente la produzione di tannino ripartirà ed il comparto cartiera era stato smontato a seguito della vendita dei macchinari, è proprio il futuro dei dipendenti ad essere quello più incerto. Da anni in cassa integrazione, dovranno capire come Alce deciderà di muoversi nei loro confronti.

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