Il dolore
Aggressore in lacrime di fronte al gip
Braccialetto elettronico per l’ex autista accusato di tentato omicidio dell’amico che aveva una relazione con la compagna
LUCCA. Dopo 80 ore trascorse in carcere di fronte alle contestazioni mosse dal giudice delle indagini preliminari ha un crollo emotivo e si mette a piangere. Angelo Spano, 39 anni, residente in viale Einaudi a S. Anna e attualmente disoccupato dopo aver lavorato a lungo come autista in una ditta lucchese che si occupa di spedizioni sul territorio nazionale, inizia soltanto adesso a realizzare il male che ha procurato all’ex amico Rossano Barsotti, 44 anni, autotrasportatore residente in viale Puccini a S. Anna. È accusato di tentato omicidio perché l’ex paracadutista è ancora ricoverato in rianimazione all’ospedale Cisanello di Pisa per le gravissime lesioni craniche con emorragia cerebrale, lo sfondamento della mascella destra e delle orbite oculari, la frattura scomposta della gamba sinistra. Spano - nato a Roma, ma dimorante a Marina di Vecchiano - si è sentito tradito da quell’amico a cui un anno e mezzo fa aveva presentato la sua compagna - una ragazza di 33 anni, originaria di Migliarino Pisano e che lavora come baby sitter - e che da 12 mesi era diventato l’amante neanche troppo segreto della sua donna. Scoprire il tradimento anche attraverso Facebook e i social network per lui è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e lo ha spinto a un passo dall’omicidio.
Il braccialetto elettronico. L’udienza di convalida del fermo di pg di fronte al gip Silvia Mugnaini si conclude poco dopo le 13. Mutuando il provvedimento del gip di Bergamo sul caso (molto più grave) di Yara Gambirasio il giudice non convalida il fermo disposto dalla procura nei confronti di Spano, ma applica la misura degli arresti domiciliari sottoponendo l’indagato al controllo con l’applicazione del braccialetto elettronico. Si tratta del primo provvedimento del genere in Lucchesia legato a fermo di polizia giudiziaria per un reato così grave. Il braccialetto elettronico, previsto dall'articolo 275 bis codice di procedura penale, costituisce uno dei mezzi che possono aggravare la misura cautelare degli arresti domiciliari evitando la più gravosa misura della custodia in carcere. In caso di applicazione del braccialetto elettronico viene segnalata in tempo reale alla centrale operativa della questura l’uscita dall’abitazione del soggetto cui è applicato. E in caso di allarme viene avvisata in tempo reale la struttura competente sul territorio per un immediato controllo. La decisione di non convalidare il fermo da parte del giudice è legata all’assenza di un fondato pericolo di fuga dell’indiziato (presupposto per l’applicazione delle misura in carcere) che, poche ore dopo il ritrovamento del ferito nella zona dell’ex Casina Rossa, avvisato dai carabinieri si era presentato subito in Cortile degli Svizzeri in compagnia della sua donna per essere sentito come persona informata dei fatti.
Dichiarazioni spontanee. Spano - difeso dall’avvocato David Zappelli - si è avvalso della facoltà di non rispondere davant al gip. Ma, tra le lacrime, ha fatto dichiarazioni spontanee. Ha ammesso di essere stato lui ad aver colpito a mani nude l’ex amico lasciandolo a terra sanguinante senza avere il minimo sentore di averlo ridotto in fin di vita. Non solo. Ha negato il coinvolgimento di altre persone nell’agguato assumendosi l’intera paternità del pestaggio. Come già riportato nell’edizione di ieri invece nessuna responsabilità è emersa nei confronti della compagna di Spano e che aveva intrecciato una relazione con l’ex paracadutista. Per la procura la babysitter è stata uno strumento inconsapevole nelle mani dell’autore del reato tanto da fuggire a piedi inorridita al momento dell’aggressione.
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