La manifestazione
Strada chiusa da mesi In Val Fegana scoppia la rabbia
La provinciale è ko per le frane dello scorso inverno, gli abitanti devono fare una deviazione di 40 minuti
BAGNI DI LUCCA. Li avevamo lasciati ad inizio aprile, determinati a dare il via ad azioni dimostrative se i lavori alla strada provinciale 56 della Val Fegana non fossero partiti.
Li ritroviamo oggi ancora sul piede di guerra e soprattutto stanchi per le promesse relative ad imminenti riaperture del tratto viario, non ancora mantenute.
Sono i cittadini residenti a Tereglio (Coreglia) e a Le Valli (Bagni di Lucca) che da sei mesi aspettano di poter tornare a percorrere la strada provinciale 56 per rientrare alle proprie case. «La strada fu chiusa, a seguito delle abbondanti precipitazioni di inizio anno – ricordano gli abitanti coinvolti – e da allora siamo costretti a fare un lungo giro che passa da Lucignana e che ci porta via più di 40 minuti a viaggio. Ci siamo rivolti a tutte le istituzioni possibili e, verso la metà di aprile, credevamo di essere giunti ad un punto di svolta visto che la Provincia, durante un incontro, ci aveva garantito di ripristinare il traffico 24 ore su 24, a senso unico alternato e con l’ausilio di un semaforo; cosa che però non è mai accaduta».
C’è tanta delusione nelle parole di questi cittadini che vedono sempre più lontana la conclusione della questione: «Siamo esasperati, amareggiati e – aggiungono – ci sentiamo presi in giro. Ci era stato promesso che la circolazione sarebbe ripresa ma a noi pare invece che nessuno a Palazzo Ducale si voglia assumere la responsabilità di ripristinarla. Solo il sindaco di Coreglia Valerio Amadei ci è venuto incontro e oltre a sobbarcarsi l’onere di aprire la strada al mattino presto e per qualche ora dopo le 17, ci garantisce, alla presenza di un addetto, gli spostamenti al sabato e alla domenica dall’alba fino alle 23.00».
Dopo sei mesi, concludono gli abitanti della zona, «anche le attività commerciali iniziano a rimetterci e questo non è giusto. Ora sappiamo che stanno lavorando per sistemare la corsia che ha ceduto ma serve che il traffico riprenda il prima possibile».
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