La manifestazione
L’aggressione dopo la partita dell’Italia
LUCCA. «Non posso venirvi a prendere perché m’incontro con lei». È l’ultima telefonata di Rossano Barsotti, 44 anni, ex militare dell’Esercito, residente a S. Anna, alla figlia maggiorenne che vive...
LUCCA. «Non posso venirvi a prendere perché m’incontro con lei». È l’ultima telefonata di Rossano Barsotti, 44 anni, ex militare dell’Esercito, residente a S. Anna, alla figlia maggiorenne che vive con l’ex moglie Alessia e con un altro figlio nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo della partita Italia-Costarica. Sono le 18,45 di venerdì 20 giugno e Barsotti sta guardando la tv in compagnia di un vicino di casa quando arriva una chiamata sul cellulare. È la donna con cui ha intrecciato una relazione da più di un anno. Lei è la compagna di un amico: Angelo Spanu. I due convivono, ma il rapporto è in crisi. E così Rossano e la trentacinquenne si vedono di nascosto, forse anche nel luogo dove sabato poco dopo le 8 un bagnino della piscina dell’ex Casina Rossa viene ritrovato in fin di vita il camionista. Lui non ne vuol più sapere di quella clandestinità e chiede alla sua fiamma di decidere facendo intuire le sue intenzioni anche a Spanu. Quel venerdì sera la giovane donna gli chiede di raggiungerla in quel luogo lontano da occhi indiscreti per un chiarimento definitivo. Ma quando Barsotti parcheggia la sua Golf Cabrio si accorge che sull’altra vettura non c’è solo la sua amica, ma anche Angelo Spanu. Lei, per la procura, è strumento inconsapevole nelle mani del compagno. La sua è una sorta di sudditanza psicologica, un giogo dal quale non riesce a liberarsi. E quando lui le chiede di seguirla in auto per parlare con l’ormai ex amico lei non pensa che la situazione possa degenerare. Anzi, stando agli inquirenti, sarebbe fuggita a piedi inorridita al momento dell’aggressione. (l.t.)
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