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Lucca

Don Bruno contro la Fondazione

Don Bruno contro la Fondazione

«Un sconcio i New Trolls in S. Francesco ma nessuno protesta». La replica: «Faccia opera d’umiltà»

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LUCCA. La polemica è feroce. Da una parte don Bruno Frediani, il sacerdote fondatore del Ceis Gruppo “Giovani e Comunità”, che attacca a 360 gradi la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per aver concesso la chiesa di San Francesco ai New Trolls e che da lì parte per sferrare un attacco a tutto tondo alla Fondazione e a chi le sta intorno. Dall’altra l’istituzione chiamata in causa, che ricorda al religioso di averlo sempre sostenuto economicamente.

Secondo don Frediani, è grave che sabato scorso le porte del San Francesco si siano aperte per un concerto. « La Fondazione è proprietaria della chiesa e del complesso conventuale di S: Francesco, pertanto, può farne quello che vuole. Ha già deciso, tre anni fa, di sloggiare, dall'oggi al domani, le comunità che accoglievano persone in difficoltà per realizzare nell'ex convento alloggi superlussuosi per studenti degli Imt. Ora trasforma la chiesa, da sempre adibita a luogo di preghiera, di silenzio e di raccoglimento, e, per di più, chiesa cimiteriale, dove si trovano tombe di lucchesi più o meno importanti, in auditorium di musiche rock, di solito eseguite in stadi e palazzetti dello sport, che a Lucca non mancano, senza che la città, le sue istituzioni e la sua chiesa dicano nulla, forse per non perdere quei benefici che i signori della Fondazione elargiscono per acquisire consenso, il quale, tuttavia, non dà loro il potere di trasformare luoghi, sensibilità e valori a loro piacere. Pensavo che la Fondazione avesse acquistato e restaurato il complesso di S. Francesco per restituirlo alla città secondo lo spirito e la tradizione che hanno contraddistinto la sua plurisecolare storia. Ma così non è. Apprezzo il rock e i New Trolls, ma ritengo che sia una sconceria che si organizzi un concerto di questo genere in una chiesa o in un cimitero».

La Fondazione non ci sta. E replica. «Le opinioni, in quanto tali, sono tutte legittime, ancorché opinabili. Anche l'idea che una chiesa come quella di San Francesco non sia adatta ad ospitare un concerto rock è un'opinione (ma il Concerto Grosso per i New Trolls non è solo rock: è anche musica classica, tant'è vero che ad eseguirlo c'erano anche il coro e l'orchestra sinfonica dell'Istituto Boccherini). Chi esprime questa opinione dovrebbe comunque ricordarsi che la Chiesa stessa, in molte occasioni, soprattutto quelle rivolte ai giovani (ad esempio le Giornate Mondiali della Gioventù), si è aperta a generi musicali moderni. Inaccettabili, invece, sono le considerazioni con cui don Frediani confeziona le sue opinioni. In particolare quando afferma che tutto questo avviene "senza che la città, le sue istituzioni e la sua chiesa dicano nulla, forse per non perdere quei benefici che i signori della Fondazione elargiscono per acquisire consenso". Non sarebbe male se don Frediani facesse esercizio di umiltà e cominciasse a pensare che, forse, la sua posizione è minoritaria non certo per l'atteggiamento prono e acquiescente "della città, delle sue istituzioni e della sua chiesa", ma semplicemente perché qualcuno la pensa diversamente da lui. Infine, la Fondazione non elargisce benefici per acquisire consenso, ma perché si tratta della sua missione statutaria, che le discende dalla legge stessa che ha istituito le fondazioni bancarie.

«E questo, don Frediani, dovrebbe saperlo bene, visto che in questi anni la Fondazione ha "elargito" 577mila euro al Ce.I.S. Gruppo Giovani e Comunità e 1,3 milioni alla Fondazione Lucchese di Solidarietà, in particolare per il centro di accoglienza La Ficaia, prima che questo venisse ceduto alla Fondazione Casa.Senza considerare il milione di euro che la Fondazione Crl ha investito per trasferire a San Pietro a Vico la casa di accoglienza per carcerati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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