Domiciliari e braccialetto elettronico per l’autore del tentato omicidio
Per l’autista accusato di aver ridotto in fin di vita l’ex amico paracadutista reo di avere una relazione con la compagna il giudice non convalida il fermo perché non sussiste il pericolo di fuga
LUCCA. Il giudice delle indagini preliminari Silvia Mugnaini - mutuando il provvedimento del gip di Bergamo sul caso di Yara Gambirasio - non convalida il fermo di pg disposto dalla procura nei confronti di Angelo Spano, 39 anni, ex autista, residente a S. Anna, accusato di tentato omicidio nei confronti dell’ex amico Rossano Barsotti, 44 anni, ex parà e autotrasportatore, reo di aver avuto una relazione con la sua compagna. Ma il gip dispone nei confronti di Spano gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Si tratta del primo provvedimento del genere in Lucchesia. Il braccialetto elettronico, previsto dall'art. 275 bis codice di procedura penale, costituisce uno dei mezzi elettronici che possono aggravare la misura cautelare degli arresti domiciliari evitando la più gravosa misura della custodia in carcere. In caso di applicazione del braccialetto elettronico, viene segnalata in tempo reale alla centrale operativa della Questura l’uscita dall’abitazione del soggetto cui è applicato; in caso di allarme viene avvisata in tempo reale la struttura competente sul territorio per un immediato controllo in loco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
