Il Tirreno

Lucca

Pos obbligatorio? Un’altra tassa

di Flavia Barsotti
Pos obbligatorio? Un’altra tassa

I commercianti contestano la norma che impone di avere le macchinette per le tessere bancomat

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LUCCA. «Posso pagare con bancomat o carta di credito?». Sarà capitato a chiunque almeno una volta di porre questa domanda e di trovarsi davanti una commessa che, con gentilezza, scuoteva decisa la testa. Del resto, i costi di commissione applicati dalle banche alle operazioni di transazione, rischiano, secondo i titolari di alcuni esercizi, di ridurre all'osso il guadagno. Per questo, anche se in diversi hanno scelto ormai di convertirsi alla moneta elettronica, ad oggi, non mancano quei commercianti che continuano a tenere duro, rifiutandola categoricamente. E’ la fotografia dei venditori del nostro centro storico, molti dei quali si dicono preoccupati per l’entrata in vigore della nuova normativa del 30 giugno, cui non smette di fare seguito un’ondata di polemiche.

«Mi sono mosso per prendere contatti e informato presso la mia banca sui comportamenti da seguire – spiega Leonetto Pierotti, presidente degli ambulanti di Confesercenti – Soltanto per poter disporre della macchinetta, mi sono stati richiesti circa trenta euro mensili. Ma io vendo croccante e brigidini, quante volte potrà capitarmi che un cliente faccia un ordine superiore a quella cifra? Parliamoci chiaro, rischio di dover pagare l’affitto di un dispositivo che non mi serve. Trecentosessanta euro annui per nulla, sembra quasi una rata della Tasi».

«Non ho né il Pos né la linea telefonica – afferma la titolare di Daria Souvenir di via San Paolino – mi sono informata su questo sistema tre anni fa, ma le cifre erano davvero troppo consistenti. Questo modo di agire non è giusto e, sappiamo bene, essere conveniente solo per le banche. Stando così le cose, credo che finirò comunque per adeguarmi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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