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Ancora più di 100 gli edifici inagibili

Ancora più di 100 gli edifici inagibili

Si attende lo stanziamento più importante per completare tutti i lavori, oggi consiglio comunale aperto a Gorfigliano

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MINUCCIANO. Le 12,33 di venerdì 21 giugno 2013. In quell’esatto momento viene registrata la scossa di 5.2 della scala Richter con epicentro a 2 chilometri da Fivizzano, in Lunigiana, ai confini con la Garfagnana, con profondità 5,1 km. In quell’esatto momento è iniziato un periodo molto difficile per tutti gli abitanti della zona: dagli sfollati, con i campi di accoglienza rimasti attivi per ben 3 mesi, alla psicosi da terremoto che è durato a lungo. Sì, perché quella forte scossa è stata seguita da centinaia, migliaia di altre. Moltissime di queste, anche quelle più basse, avvertite dalla popolazione della Garfagnana, in particolar modo da chi risiedeva nei comuni di Minucciano, Giuncugnano e Sillano. Oggi, a distanza di un anno, si parla di ricostruzione, ma ci sono ancora persone lontane dalle proprie case.

Sono 29 ancora le ordinanze di inagibilità per le prime case. Oggi, alle 15 nella sala Ferri, ex cinema Pancetti a Gorfigliano, si terrà un consiglio comunale aperto in cui sarà ospite il commissario straordinario Giovanni Menduni, i parlamentari Raffaella Mariani e Andrea Marcucci e i sottosegretari Cosimo Ferri e Domenico Manzione. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione ed anche per ricordare quelle ore, quei giorni, quelle settimane. A farlo sarà il nuovo sindaco di Minucciano, Nicola Poli, che un anno fa era comunque all’interno dell’amministrazione Davini come assessore. La sua relazione conterrà anche diversi numeri: sono state 151 le ordinanze di inagibilità susseguenti a quel sisma di cui 40 riguardanti le prime abitazioni. Ad oggi, ne sono state revocate solo 32 e solo 11 hanno interessato le prime case.

«Qualcuno è rientrato, ma tanti sono ancora i cittadini che hanno dovuto trovare una diversa collocazione – spiega il sindaco Poli – quasi tutti sono rimasti in zona, magari in seconde case proprie o di parenti o anche in affitto. Ma c’è anche chi ha dovuto lasciare Minucciano e la Garfagnana, penso ad una famiglia di Pieve San Lorenzo che oggi si trova in affitto a La Spezia e che si augura di poter tornare quanto prima. Il commissario Menduni ha stanziato le somme per il disagio abitativo e sono già state liquidate le somme per tutti gli interventi per l’emergenza. Il 30 giugno chiuderà il bando per quei primi 5 milioni, sui 21 milioni di danni stimati, che i sindaci assieme al commissario ed al prefetto Gabrielli hanno deciso di destinare alle prime case. Abbiamo avuto rassicurazioni dal governo che sta lavorando per ottenere anche i 16 milioni di euro e mi sento di dire che ci sono notizie positive. Quei soldi serviranno per i lavori, la prima tanche permetterà di intervenire su circa il 60% delle prime case. Il commissario – prosegue Poli – ha già stanziato somme per altri interventi come a campanili e chiese che generavano un’inagibilità indotta a prime case o strade, fondo dell’emergenza e non dei 5 milioni del bando».

Il sindaco ricorda quei giorni: «Alcune piccole frazioni sono state “fantasma” per circa 3 mesi, a settembre abbiamo smantellato gli ultimi campi di accoglienza e la gente è tornata a casa».

Questo il quadro spese per Minucciano. Per le spese di autonoma sistemazione sono già stati liquidati oltre 75mila euro per il periodo giugno-novembre 2013 e per il successivo da dicembre a maggio 2014 si tratta di una cifra superiore ai 30mila euro liquidata per quasi il 50%. Per le spese per le sistemazioni alberghiere, allestimento aree e Rsa: 36mila euro di spese di soccorso totali, circa 17mila per gli alberghi già liquidati, 39mila euro per le chiese (chiesa e canonica di Minucciano) già liquidati e circa 11mila per gli edifici scolastici. Altri interventi già finanziati: campanile di Pugliano e canonica, 37mila euro, canonica di Sermezzana, 10mila euro, ex scuola materna di Gorfigliano, 26mila euro.

Luca Dini

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