La manifestazione
San Michele, il mercato non ritorna
Sarà completato a fine agosto il restauro della piazza. Ma la fiera a Settembre 2014 è esclusa, in futuro è da vedere
LUCCA. Ci sono pesanti ipoteche sul ritorno del mercato sul sagrato di San Michele. Di sicuro il ritorno è escluso per il Settembre Lucchese 2014 e molto in forse lo è per gli anni a venire, nel Settembre, a Natale o Pasqua che sia.
Lo dice il sindaco Alessandro Tambellini, col conforto della Soprintendenza schierata con i massimi esponenti locali (il soprintendente Giuseppe Stolfi, Antonia D’Aniello, Francesco Cecati e Giulio Ciampoltrini), in piazza San Michele con l’assessore Giovanni Lemucchi per un focus sui lavori di recupero della pavimentazione che sono nel pieno (hanno preso il via il 19 maggio) e, proseguendo con la tabella di marcia intrapresa, salvo imprevisti rispetteranno la scadenza di fine agosto.
«Il mercato potrebbe tornare ma solo con banchi realizzati secondo caratteristiche molto precise dettate dalla Soprintendenza - spiega Tambellini -. Che possa tornare nel prossimo settembre la vedo dura». E continua spiegando che in ogni modo qualsiasi “fiera” sul sagrato rimesso a nuovo imporrebbe regole ferree. Come la quantità dei banchi: pochi, meno che in passato, per non stonare con una piazza che «ha una veduta a tre quarti - continua Tambellini -. Dal punto di vista architettonico, Lucca rifiuta visioni dirette. E anche il sagrato non potrà essere più occupato completamente».
L’enigma archeologico. Lucca non finisce mai di stupire nemmeno gli stessi archeologi. Non se lo aspettava il gruppo di studiosi diretto da Ciampoltrini e composto dalle archeologhe Elisabetta Abela e Consuelo Spataro, di rinvenire, a una profondità fra 33 e 35 centimetri, in pratica subito il sagrato di San Michele, la pavimentazione precedente l’attuale piazza, realizzata dopo la costruzione della chiesa di San Michele. E non finisce qui. Guardando «dal buco della serratura», definisce Ciampoltrini lo scavo quasi al centro per la piazza, di dimensioni contenute, oltre alla piazza medievale si è reso evidente un fabbricato ad angolo: il percorso dei due muri è oggi delimitato dalla fila delle pietre bianche, gli inserti calcarei del sagrato più interessati dal delicato restauro. Con molte probabilità, parte di quell’edificio è stata poi utilizzata come vasca di contenimento delle acque. Nelle immediate adiacenze della piazza infatti risulta la presenza di una falda acquifera, come testimonia anche la presenza di una cisterna scoperta dall’architetto comunale Giampaolo Mattonai. È bastato sollevare il tombino sul sagrato sul lato che guarda il loggiato per mettere gli occhi su qualcosa di inatteso: una cisterna fatta ad arcate, con un metro e ottanta di acqua pulita, di falda, attigua a un pozzo che serviva le abitazioni medievali sull’attuale piazza.
I numeri del restauro. Confermata la cifra di 275mila euro per il restauro del sagrato di San Michele: 175mila grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio, gli altri centomila da fondi comunali previsti nel bilancio preventivo 2014. Con questi soldi, oltre a sostituire le pietre di Matraia rotte del selciato saranno sostituiti i blocchi in calcare bianco provenienti dalla cava di Santa Maria del Giudice (quella da cui erano stati presi i pezzi originali) per un totale di 120 metri lineari. Il restauro prevede anche un intervento sui colonnini e le gradinate della piazza che si sviluppano su una lunghezza complessiva di 334 metri. Il recupero, già avviato, sarà poi completato con la sostituzione di una decina di gradini dopo la conclusione dei lavori attuali. Con la soddisfazione di Stolfi per un «restauro conservativo svolto con particolare accuratezza e delicatezza» e della Fondazione che, col presidente Arturo Lattanzi, si dice felice di contribuire, «dopo San Francesco e le Mura, al recupero di un’altra area così importante della città».
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