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Lucca

Ruba soldi e un computer ma lo arrestano subito

Ruba soldi e un computer ma lo arrestano subito

Ladro fermato dalla polizia dopo il colpo nel negozio di parrucchiere “Domenico” Decisivo l’allarme dato al 113 da una donna che vede il colpo in viale Castracani

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LUCCA. Ha infranto la vetrina di un negozio di parrucchiere, è entrato e ha rubato un personal computer e il fondo cassa, 80 euro.Poi è scappato in auto, convinto di averla fatta franca. Ma poco dopo è stato arrestato dalla polizia e dopo una notte trascorsa in cella è stato condannato a 10 mesi e 400 euro di multa.

Protagonista dell’episodio, avvenuto a mezzanotte in viale Castracani, è stato Delon Satori, 40 anni, detto il “Longo” vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Se si è arrivati a lui lo si deve alla coscienza civica di una residente che lo ha visto mentre faceva il colpo nel negozio di acconciature “Domenico” (si trova vicino al sottopasso) e ha dato l’allarme alla questura.La donna dapprima ha sentito dei forti rumori provenire dalla strada e quindi si è affacciata alla finestra. Ha scorto un uomo che entrava nel negozio per poi uscirne dopo pochi istanti tenendo in mano il computer mentre i soldi se gli era infilati nella tasca dei pantaloni. A quel punto la signora ha chiamato il 113: all’operatore di turno ha descritto il modello di auto sulla quale era fuggito il ladro e ha fornito anche i numeri della targa.Una pattuglia della Volante appena montata in servizio e comandata dall’ispettore Angelo Croci in pochi minuti ha rintracciato Satori, che vive a San Vito e quindi poco distante dal luogo del misfatto e che per fare il colpo si era messo alla guida nonostante la patente gli sia stata revocata undici anni fa.

Satori non ha opposto resistenza. Ha alzato le mani quando ha visto arrivare i poliziotti. Ha ammesso la sconfitta e ha collaborato con gli agenti della questura ai quali ha fatto ritrovare sia il personal computer che le banconote.

Dopo una notte in cella è comparso davanti al giudice che ha emesso la sentenza e che gli ha concesso i domiciliari.

Satori è un nome noto dagli investigatori di polizia e carabinieri. Nel 2006 era stato processato dal gup Letizia Di Grazia insieme ad altre otto persone per i furti di casseforti commessi dal settembre 2002 alla fine del 2005 ai danni di ville, banche e aziende della Versilia, della Lucchesia e dell'hinterland fiorentino. La gang, secondo la squadra mobile, era riuscita a violare anche numerose abitazioni. Tra queste, ad esempio, quella di Cosimo Di Nocera, console onorario del Messico, e dell'ex calciatore della Juventus e della Fiorentina, Moreno Torricelli. Stando all'accusa la gang aveva effettuato scorribande in mezza Toscana. Oltre 30 i colpi che la procura addebitava all'organizzazione tra cui una rapina alla filiale di Capezzano Pianore della Cassa di Risparmio di Lucca, quando la gang utilizzò come ariete un carro attrezzi rubato poco prima, impossessandosi di 63mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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