Finanza
Negozi e alberghi, la crisi è ancora forte
Abbigliamento, calzature e strutture ricettive i settori con più chiusure secondo i dati di Confesercenti
LUCCA. La crisi del commercio continua: nei primi quattro mesi di quest'anno sia in città che in provincia il saldo tra nuove aperture e chiusure è negativo. È quanto confermano i numeri dell’osservatorio di Confesercenti: per la provincia, le imprese del commercio al dettaglio che hanno cessato da gennaio ad aprile sono state 122 (con un saldo negativo rispetto alle aperture di 62 unità). Non va meglio a Lucca dove le chiusure sono state 27 e le aperture 18. «L’emorragia di imprese – commenta Alessio Lucarotti, presidente di Confesercenti – non si ferma, anche se si evidenzia qualche segnale di speranza. Il commercio è schiacciato dalla crisi dei consumi interni, segnale della recessione italiana. A questo va aggiunta una liberalizzazione di orari e giorni di apertura delle attività commerciali che non favorisce solo la grande distribuzione».
Il momento è particolarmente nero per i negozi di abbigliamento e calzature: meno 13 il saldo tra aperture e chiusure in provincia, meno 3 a Lucca. Ma anche i settori del turismo accusano la crisi.Continua Lucarotti: «Il comparto del turismo è ancora in difficoltà. Nei primi quattro mesi dell’anno il settore ricettivo, alberghi e hotel, ha visto chiudere 21 imprese in provincia e 4 a Lucca. Negativo (meno 20 in provincia e meno 7 in città) anche il dato dei bar. Stessa tendenza per i ristoranti: meno 10 in provincia e meno 4 a Lucca. Dati negativi su cui influisce il proliferare di pubblici esercizi che alla fine non hanno resistito al mercato. Se a questo si aggiunge una tassazione quasi punitiva, su rifiuti e suolo pubblico, ecco spiegato il saldo negativo anche in questa tipologia commerciale».
«Il commercio sembra essersi avviato verso una fase di destrutturazione che premia i comparti con minori spese di impresa. Ecco il perché de segno più per le imprese che operano con vendite on line».
E il futuro? «Nel 2013 i consumi sono stati di oltre 57,7 miliardi inferiori a quelli registrati nel 2008 in Italia. Nonostante la cattiva partenza (con un calo di 1,8 miliardi di vendite commerciali nei primi quattro mesi dell’anno) secondo le nostre stime il 2014 porterà una timida variazione positiva dei consumi, nell’ordine dei 3 miliardi, anche grazie al bonus fiscale ai lavoratori dipendenti. Una piccola speranza – conclude – arriva da un rinnovamento generazionale: il 40% delle nuove imprese di commercio e turismo è giovanile. È la dimostrazione della voglia di non arrendersi dei nostri ragazzi che, di fronte a un tasso di disoccupazione giovanile da record, scelgono l’auto-impiego. Cerchiamo di tenerli sul mercato, evitando batoste fiscali e chiedendo alle banche di dare fiducia con un accesso al credito impossibile per i piccoli».
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