Sicurezza
Boggi raffredda gli animi nel Pd Ma Sereni rilancia
Il segretario: «Il sindaco, la vice e un assessore sono iscritti» L’ex primo cittadino: «Nel partito non esiste dibattito»
BARGA. Sul dibattito innescato dalle valutazioni palesate in questi giorni dal consigliere provinciale Oriano Rinaldi in merito al ruolo e il “peso politico” del Pd barghigiano all’interno della giunta Bonini, tocca al segretario comunale Nicola Boggi disinnescare il pericolo di malumori che non tarda ad intervenire pubblicamente.
«Siamo reduci da una tornata elettorale che ha segnato a Barga ancor più che nel Paese la straripante affermazione del Partito Democratico - dice Boggi -. Questo è, a mio giudizio, il dato inequivocabile dal quale dobbiamo partire per un’analisi corretta del voto del 25 maggio scorso. Di questo abbiamo discusso circa una settimana fa in un direttivo del partito che ha seguito l’appuntamento elettorale e, assicuro l’amico Oriano, avremo modo nuovamente di approfondire questi temi come richiestoci».
Però, le esclusioni (e gli ingressi) eccellenti in giunta hanno scatenato dei mal di pancia, e questo è sotto gli occhi di tutti, ma Boggi va oltre: «Marco Bonini ed i suoi candidati hanno ottenuto una riconferma convinta. Il merito di questo risultato va diviso con tutti: militanti, alleati politici e sostenitori, magari sottolineando e rivolgendo un ringraziamento speciale a coloro che, nonostante le ottime performance personali, non sono riusciti a sedere in consiglio comunale. Bonini ha la volontà di trasformare il prossimo quinquennio in un vero laboratorio per il futuro durante il quale non escludere la possibilità di far vivere l’esperienza di governo della cosa pubblica a più collaboratori».
Quanto alla giunta, l’ex presidente dell’Unione Comuni smentisce voci di ridimensionamento: «Il Pd vanta fra i sui iscritti il sindaco stesso, il vice e un assessore, fra l’altro depositari tutti di deleghe strategiche».
Ma evidentemente, come fatto capire dalle critiche di Rinaldi e di altri iscritti, non è una questione di rappresentanza o di numeri, ma di nomi e modus operandi. E sia i primi, che i secondi sono noti a tutti. E su questo tema, comunque, il segretario comunale non intende sottrarsi al confronto con gli iscritti, e presto potrebbe partire la stagione delle assemblee.
Per ora, gli abbandoni di un gruppo di aderenti sono solo minacciate, e difficilmente, vista la storia recente del monolitico Pd barghigiano, saranno esecutive.
Dopo le dichiarazioni apparse sui giornali, sulla vicenda interviene anche Umberto Sereni, consigliere di minoranza e sfidante del sindaco Bonini nella tornata elettorale appena conclusa: «Rinaldi ha sollevato un problema vero – afferma -, ossia quella della democrazia reale dentro il Pd barghigiano, partito che influisce sulle scelte di tutta la Valle. E di fatto, Rinaldi confuta quanto ho sempre espresso, ossia che la mia candidatura è nata da un bisogno di democrazia.
«Il partito - prosegue Sereni - sembra un clan dove si entra per cooptazione e non esiste dibattito, con gli altri che devono solo eseguire. Così come gli incarichi e compiti vengono assegnati in base a motivazioni personali. La giunta di Barga è fondata sull’asse del ’99 tra Bonini e Campani, quindi è la rivincita degli sconfitti di allora, che con rancore esercitano la loro vendetta».
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