Il dolore
Scoppia la grana Rinaldi «Il Pd è stato trascurato»
BARGA. Il Bonini bis è ufficialmente partito ieri con l'assegnazione delle deleghe, eppure all'interno del centrosinistra barghigiano, di solito monolitico e sempre in linea con le decisioni dei...
BARGA. Il Bonini bis è ufficialmente partito ieri con l'assegnazione delle deleghe, eppure all'interno del centrosinistra barghigiano, di solito monolitico e sempre in linea con le decisioni dei gruppi dirigenti locali, dopo la formazione (e le esclusioni) in giunta, ci sono malumori a malapena sedati dalla schiacciante vittoria. Anzi, ad essere precisi, i maggiori mal di pancia sono dentro il Partito Democratico. La riduzione di due assessorati ha comportato tagli e scelte difficili, ma il consigliere provinciale Oriano Rinaldi, che per tre anni ha ricoperto il ruolo di segretario comunale, chiede una verifica interna con gli iscritti: «Occorre un chiarimento post elezioni - afferma - e chiedo al segretario comunale Nicola Boggi di convocare un'assemblea. Non è possibile non vedere premiato lo sforzo di tutti coloro che si sono impegnati in campagna elettorale». Due i nodi che hanno creato discussione tra gli iscritti al Pd barghigiano: l'ammissione nell'esecutivo di Renzo Pia come assessore esterno, e l'esclusione di Giampiero Passini, il più votato a Fornaci.
In sostanza, della giunta Bonini, la componente renziana del Pd ha solo il sindaco e Pietro Onesti come rappresentanti ufficiali. Oltre a Pia, infatti, anche Giovanna Stefani è sì consigliera a pieno titolo grazie ai molti suffragi ottenuti ma non è iscritta al partito; senza contare che Giorgio Salvateci è l'unico rappresentante entrato in quota Rifondazione Comunista, e Caterina Campani è espressione della componente ex Ds. Rinaldi, che ebbe nel 2010 il 43% di voti alle Provinciali nel collegio di Barga, è lapidario: «Un grosso sacrificio pagato dal Pd di Barga sul quale bisognerà riflettere in maniera approfondita per evitare lacerazioni dolorose che questa gestione così criticabile rischiano di generare. Non nascondo che in me, come in tanti altri militanti, la profonda delusione per la scarsa sensibilità politica e personale mostrata da taluni rispetto alla base del nostro partito ci stia portando a riflettere intorno ad un possibile abbandono del partito stesso».
Nicola Bellanova
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