Il dolore
Tenta due volte il suicidio in carcere
LUCCA. Ancora un caso di autolesionismo nel carcere di San Giorgio che, per fortuna, non ha portato a esiti tragici. Nella mattinata di ieri, infatti, un detenuto senegalese ha tentato per due volte...
LUCCA. Ancora un caso di autolesionismo nel carcere di San Giorgio che, per fortuna, non ha portato a esiti tragici.
Nella mattinata di ieri, infatti, un detenuto senegalese ha tentato per due volte il suicidio. «Per fortuna l'insano gesto non è stato consumato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari - spiega Donato Capece, segretario del sindacato autonomo della polizia penitenziaria Sappe - , ma l'ennesimo episodio accaduto in carcere a Lucca è sintomatico di quali e quanti disagi determina il sovraffollamento penitenziario».
Il sindacalista, che esprime ai poliziotti che hanno salvato la vita al detenuto «apprezzamento e l'auspicio che venga loro concessa una ricompensa ministeriale», sottolinea che «negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 16mila tentati suicidi ed impedito che quasi 113mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. «La situazione nelle carceri resta allarmante. Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere - come a Lucca - con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per l'esasperante sovraffollamento e per il ripetersi di eventi critici. Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri toscane e del Paese».
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