Il dolore
Monaca truffata con la scusa dell’eredità
Falso direttore delle poste annuncia alla religiosa un lascito di 130mila per il convento e la convince a versare 2mila euro
LUCCA. La religiosa responsabile del monastero di San Cerbone a Massa Pisana finisce nella rete di un incallito truffatore che, come in un celebre film di Totò, si finge titolare di un ufficio postale della Lucchesia e le annuncia un’eredità di 130mila euro in favore del convento. Ma è solo una pia illusione. Perché alla fine, con la complicità di due persone non identificate, il malfattore riesce a carpire la buona fede della monaca che versa duemila euro sulla carta postepay a lui intestata. Soldi, a suo dire, necessari per poter entrare in possesso di un lascito che in realtà non esiste. Nei guai finisce Salvatore Galizia, 43 anni, originario di Noto e domiciliato a Torino. Viene raggiunto nel carcere del capoluogo piemontese - dov’è detenuto per altra causa - da un avviso di conclusione delle indagini e gli inquirenti gli sequestrano sia la carta postepay su cui la suora ha eseguito il pagamento richiestole sia la sim corrispondente al numero di cellulare utilizzato per mettere in pratica il raggiro. Nessuna traccia del denaro dei due versamenti eseguiti da 999 euro ciascuno.
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