Proteste
Dimenticato il monumento ai Caduti
Il “cavallo” di piazzale Risorgimento chiuso dal 2003 dentro una staccionata per rischio crolli. Il Comune: «Interveniamo»
LUCCA. Chiuso dentro una staccionata che il Comune ha riservato ai writers per i loro graffiti, circondato da erba alta, rifiuti di ogni genere. Uno stato di totale abbandono. Un triste destino per il monumento ai Caduti di piazzale Risorgimento, quello che i lucchesi chiamano confidenzialmente il “cavallo” e che rappresenta l’allegoria della libertà lucchese. Un’opera importante, realizzata dallo scultore Alfredo Angeloni (nato a Lucca e morto a Viareggio), inaugurata nel 1930 dal re Vittorio Emanuele di fronte a porta San Pietro. Una statua che dal 2003 rischia di cadere: ecco perché la zona è off limits. C’è il pericolo che il “cavallo” e il cavaliere che regge in mano un vessillo con lo stemma della città vengano giù.. Maltempo, incuria, mancata manutenzione hanno prodotto negli anni danni amplificati dal fatto che la statua non ha un'anima in ferro che la sostiene. Le zampe del cavallo sono piene fino al ginocchio mentre la parte superiore è vuota e lo spessore si affina via via che ci si avvicina alla sommità.Sono 11 anni che si attende un intervento. Doveroso, anche perché piazza Risorgimento è una delle porte di accesso al centro storico e insomma non è che Lucca ci faccia proprio una bella figura. Già la piazza è invasa dalle auto: da una parte c’è un posteggio a pagamento, dall’altra il parcheggi della questura.
«Ma non ci siamo dimenticati del problema - assicura l’assessore ai lavori pubblici Francesca Pierotti -. È al lavoro una commissione che deve decidere il da farsi. E l’intervento verrà fatto».
La commissione è quella coordinata dalla prefettura e insediata per il cententario della Prima Guierra Mondiale. Tra i compiti, anche quello di occuparsi dei monumenti dedicati ai Caduti che hanno necessità di essere restaurati. Al momento siamo ai preliminari. La spesa necessaria per mettere in sicurezza l’opera di Angeloni e per poi ripulirla (adesso è nera per lo smog) è quantificata in 85mila euro. Mesi fa il Comune aveva chiesto un contributo alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che fa parte del comitato per il cen tenario.
«Con profondo dispiacere da anni assisto all’abbandono che subisce la statua equestre, in viale Regina Margherita, davanti a Porta San Pietro - segnala Doriano Bionatesta -: circondata da pannelli di legno ricoperti da graffiti, il monumento è sopraffatto da erbacce e nuovi arbusti che hanno trovato terreno facile per crescere a ridosso del simbolo della libertà lucchese, opera di Alfredo Angeloni. Non comprendo più da cittadino - e da elettore di un’amministrazione di centro sinistra dalla quale mi è naturale aspettarmi attenzione per i simboli di quei valori conquistati dai caduti per la patria - quali motivazioni possano essere addotte per giustificare la mancanza di interventi o di interesse.
Mi appello al senso del decoro, al buon senso e, soprattutto, alla sensibilità civica che è dovere della pubblica amministrazione: rimediamo in fretta. Non è ipotizzabile che in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, poi del Settantesimo Anniversario della Resistenzale condizioni dei monumenti “‘della patria” siano queste».
I lucchesi attendono segnali concreti. (d.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
