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«Vivo con 200 pallini conficcati nel torace»

«Vivo con 200 pallini conficcati nel torace»

SAN GIULIANO TERME. «Ho ancora più di duecento pallini in corpo. I medici mi hanno detto che è impossibile toglierli subito tutti. Vedremo con il tempo come intervenire per rimuovere quelli che...

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SAN GIULIANO TERME. «Ho ancora più di duecento pallini in corpo. I medici mi hanno detto che è impossibile toglierli subito tutti. Vedremo con il tempo come intervenire per rimuovere quelli che magari potranno dare più fastidio».

Nella sua casa di Colognole, frazione di San Giuliano Terme, Ombretta Cordoni passa la convalescenza dopo essere rimasta ferita dal bandito che le ha sparato con un fucile a canne mozze la sera del 29 maggio mentre era alla cassa del Penny Market di Pontetetto alle porte di Lucca.

Il ricovero. Dall’ospedale San Luca la cassiera è uscita il 6 giugno. Era stata ricoverata in prognosi riservata in rianimazione e poi nel reparto di pneumologia per le lesioni provocate dai pallini esplosi dal rapinatore in fuga. Non è mai stata in pericolo di vita, anche se i postumi di quelle ferite non saranno assorbiti in breve tempo.

Sollievo per l’arresto. «Sono stati i poliziotti della squadra mobile di Lucca a darmi la notizia dell’arresto di quell’uomo – racconta la commessa 59enne che ha 30 giorni di referto –. Sono ancora molto agitata per quello che ho passato. Di sicuro mi sento sollevata per l’esito delle indagini. Almeno, finché è dentro quel tipo non farà più rapine».

«Se urli ti ammazzo». Ombretta ricorda gli attimi che hanno preceduto l’esplosione dei colpi. «Mi si è avvicinato e all’orecchio mi ha sussurato: “Se urli ti ammazzo” – spiega –. Poi mentre fuggiva si è rivolto verso di me e ha sparato. Ho visto una fiammata e poi come un pugno nello stomaco. Mi sono guardata l’addome e ho visto del sangue. Ho perso i sensi e al primo soccorritore che mi è venuto incontro ho detto “Aiutami, muoio”. Dopo non ricorda più nulla».

Più di 200 pallini in corpo. Le condizioni di salute di Ombretta Cordoni non sono gravi, anche se per il momento non può tornare alla vita di prima. «Devo convivere con più di 200 pallini di piombo, sparsi dall’addome al collo. Mi danno un po’ fastidio e uso delle creme per evitare infiammazioni. Il chirurgo plastico mi ha detto che non è possibile toglierli tutti con un’operazione. Mi ha consigliato di fare interventi solo quando mi procureranno problemi». La signora non può prendere l’aereo né fare risonanze magnetiche. Anche i medici sono rimasti stupiti: « “Ne abbiamo viste tante, ma questa è davvero nuova, soprattutto per la quantità dei pallini”, mi hanno detto».

Pietro Barghigiani

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