Proteste
Rivolta contro il disastro dei bus
Cittadini infuriati: «Impossibile raggiungere Antraccoli da Sant’Anna». L’assessore difende la nuova Lam
LUCCA. Vincenzo Muscas, abbonato Ctt, in una parola condensa quello che molti suoi “compagni di sventura” stanno pensando in questi giorni: «Una vergogna». L’oggetto delle lamentele (una valanga quelle arrivate alla nostra redazione, per telefono o per posta elettronica) è il trasporto pubblico, messo in ginocchio dall’azione degli autisti che negli ultimi giorni si stanno rifiutando di salire su mezzi ritenuti inadeguati.
Una protesta che - dal punto di vista sindacale - ha le sue ragioni. Ma che, alla fine, ricade sull’ultimo anello della catena, il cittadino. Con una complicazione in più: la partenza, da lunedì scorso, della Lam blu, la linea che collega la periferia all’ospedale San Luca. O che, meglio, dovrebbe collegare. Perché, come scrive Muscas, «dovrebbe avere una frequenza di 12 minuti. Oggi, alla terza corsa saltata, mi sono avviato a piedi verso la stazione per trovare un’alternativa. Da quando è stata inserita questa nuova linea, per me raggiungere ogni mattina Antraccoli da Sant’Anna è utopia».
EPalazzo Orsetti, attraverso l’assessore Francesca Pierotti, è intervenuto sul caso. Premettendo che una soluzione al problema si potrà avere solo con la gara regionale: «La vetustà dei bus è un problema noto all'amministrazione comunale e che purtroppo accomuna il nostro a molti altri comuni toscani. Nuovi mezzi, come sottolineato in una nota dal Ctt nord, saranno a disposizione del nostro territorio entro l'anno, e questo consentirà all'azienda di fornire risposte agli utenti, ma ovviamente non sarà questa la soluzione definitiva del problema, che invece dovrà essere affrontata in sede di nuovo affidamento globale del servizio».
Per quanto riguarda la Lam, Pierotti spiega che «abbiamo scelto di attivare la Lam adesso per due motivi. Volevamo infatti consentire un collegamento più possibile diretto con il San Luca e al contempo, poiché sapevamo che alcuni disagi ci sarebbero stati sulle linee che venivano dismesse, abbiamo ritenuto opportuno avviare il nuovo servizio a scuole chiuse, quando il calo dell'utenza è fisiologico».
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