Sicurezza
Il cipresso non ha retto allo sbalzo di temperatura
L’agronomo Lunardini: «Avevamo già censito 60 piante in gravi condizioni» Il divieto non ferma i lucchesi che non rinunciano alla corsa lungo le cortine
LUCCA. Prima un intervento di massima per la messa in sicurezza del baluardo San Regolo, poi un giro in furgoncino lungo tutto il cerchio delle Mura per capire se ci sono altre situazioni di potenziale pericolo e infine, dopo un ulteriore sopralluogo al giardino botanico, verso viale Carlo Del Prete per controllare se in quel punto gli alberi hanno creato problemi alla circolazione delle automobili.
Il pomeriggio caldo di Francesco Lunardini inizia verso le 16.30. Nel suo duplice ruolo di agronomo e di consigliere d’amministrazione dell’Opera delle Mura è il primo a mettersi in moto e confida che quando gli hanno segnalato dei problemi al giardino botanico aveva temuto il peggio e addirittura di trovarlo raso al suolo.
«L’ultimo censimento completo degli alberi delle Mura e della circonvallazione risale al 2005 – spiega – e a gennaio abbiamo avviato un’opera di aggiornamento trovando una sessantina di casi più gravi, una sorta di codice rosso sui quali intervenire quanto prima. Nel caso del giardino botanico interveniamo con metodi naturali con funghi antagonisti che combattono i funghi che attaccano le piante. In molti casi abbiamo ottenuto ottimi risultati mentre il cipresso non ha retto a questi violenti sbalzi di temperature».
Parla di un evento di una violenza eccezionale e non preventivabile, con la tromba d’aria che ha abbattuto in tutto quattro alberi nel giro di un quarto d’ora: «C’è stata una violenta grandinata accompagnata da una tromba d’aria e in queste situazioni è fondamentale la collaborazione da parte di tutta la cittadinanza che deve evitare di sostare e transitare sotto gli alberi. E’ una questione di sicurezza».
Intanto durante il sopralluogo, sul baluardo si è creata una sorta di gruppo d’intervento d’urgenza con gli assessori Pierotti e Fratello, il consigliere comunale Battistini e i dirigenti Tani e Giannini. Assieme a loro c'è pure il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Arturo Lattanzi, accorso in bicicletta dopo che anche il complesso di San Micheletto era stato investito dalla tromba d'aria.
La parola d’ordine è chiudere le Mura alle persone in modo da poter verificare caso per caso se ci sono altri punti pericolosi e non mettere a repentaglio altre persone, una cosa più facile a dirsi che a farsi, visto che già nel giro di un’ora la zona è piena di turisti e di lucchesi che non rinunciano alla corsa serale. Il giardino botanico invece resterà chiuso più a lungo, finché non saranno interamente ripristinati i percorsi. L’attenzione quindi si sposta a viale Carlo del Prete, il punto di circonvallazione in cui gli alberi sono più a ridosso della strada. «Il nostro percorso di aggiornamento è partito proprio da lì – aggiunge Lunardini – è la zona a maggiore rischio e siamo pronti a intervenire abbassandoli un poco laddove ce ne fosse bisogno».
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