Il Tirreno

Lucca

Bagni, è scontro sulla mini-Ztl «Fatta così è inutile»

di Chiara Lammari
Bagni, è scontro sulla mini-Ztl «Fatta così è inutile»

Cassai (Caffè del Sonno) riapre il dibattito su via Umberto «È il modo per allontanare i turisti dal centro della città»

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BAGNI DI LUCCA. Torna il caldo, arrivano i turisti e come ogni estate che si rispetti si riaccende, a Bagni di Lucca, la discussione sull’istituzione o meno dell’isola pedonale in Via Umberto I.

Da anni infatti il paese è diviso tra favorevoli e contrari alla Ztl e se nel 2013 i sostenitori dell’isola avevano ottenuto dal sindaco lo stop alla circolazione ogni giovedì e venerdì sera nei mesi di luglio ed agosto, quest’anno sembra aver avuto la meglio chi la Ztl proprio non riesce a digerirla: traffico fermo solo al giovedì e per appena cinque settimane.

A parlare Ilario Cassai, uno dei ristoratori più conosciuti del Capoluogo, che si è sempre battuto per l’isola pedonale e che la passata estate aveva sottoposto all’Amministrazione comunale una petizione con decine di firme favorevoli al blocco della circolazione: «L’idea di fare una sola sera di Ztl alla settimana e per un breve periodo è buonissima – esordisce ironico – se l’obiettivo è quello di rendere la città ancora meno simpatica ai turisti. Qui – dice – arrivano famiglie di villeggianti soprattutto dal nord Europa; persone che scelgono il nostro paese per il bel tempo. Quando giungono qua si imbattono però anche in automobilisti e motociclisti indisciplinati che non rispettano il codice della strada e mettono a rischio i pedoni. La Ztl è un mezzo per far godere ai turisti il nostro clima, senza alcun tipo di pericolo; con l’isola possono passeggiare in piena libertà mangiando un gelato, avvicinandosi alle vetrine dei negozi e perché no? Entrando e comprando della merce. Essendomi occupato di marketing e strategie di mercato per venti anni, prima di darmi alla ristorazione, vedo la potenzialità di questo centro grazioso che, se ben promosso, potrebbe dare molte più possibilità al commercio». Consideriamo, prosegue Cassai, «che proprio il commercio è cambiato radicalmente: negli anni ’60 e ’70 il cliente del negozio della Villa veniva dai paesi di montagna ed era più che giusto garantirgli l’accesso con l’automobile. Oggi nelle frazioni sono rimasti pochi abitanti che spesso comprano su Internet o preferiscono recarsi nei centri commerciali; il 90 per cento dei nostri acquirenti è perciò rappresentato dai turisti. Con l’isola pedonale potremmo avere un’alta concentrazione di potenziali clienti, maggiormente disposti a spendere poiché in vacanza». Che fare quindi? «Dobbiamo interrompere – tuona Cassai – il declino del commercio a Bagni di Lucca e salvare quel poco che è rimasto. Non voglio dire che noi siamo più bravi degli altri ma abbiamo rilevato un ristorante in condizioni non ottimali con un dipendente e siamo arrivati ad un discreto successo. Secondo me Bagni di Lucca è ad un bivio: o fa il salto di qualità o la situazione andrà sempre in peggio. In quest’ottica dire No all’isola o limitarla è un grande errore».

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