Sicurezza
Riapre una sezione con 35 posti al San Giorgio
Ma il Sappe contesta l’intervento, che costa un milione di euro: «Sono altre le priorità per il carcere»
LUCCA. Nei prossimi giorni dovrebbero iniziare i lavori per la ristrutturazione dell'ottava sezione del carcere di S. Giorgio, struttura chiusa dal 1960, per recuperare 35 posti, Ma l’intervento non è ritenuto una priorità dal Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria. «Tutti sanno - dice il sindacato - che la struttura del San Giorgio è fatiscente e necessita di lavori urgenti più importanti.La sala colloqui è puntellate da anni, è inadeguata e non a norma per effettuare tale servizio alla popolazione detenuta. La sala regia, cuore dell'istituto lucchese, necessità di urgenti interventi per la necessaria funzionalità e messa in sicurezza.
I detenuti non hanno spazi idonei e sufficienti per effettuare la socialità e le attività trattamentali necessarie a dare uno un po' svago e dignità ai reclusi. La mensa agenti, dove tutto il personale è costretto a consumare il pasto, è scandalosa.Non ci sono fondi per rimuovere l'amianto sito in una parte dell'istituto.
Per non parlare della caserma Agenti e dei posti di servizio del personale di polizia penitenziaria.
Nell'istituto è quasi inesistente qualsiasi forma di automazione, il personale di polizia penitenziaria è costretto ad aprire e chiudere a mano, con pesanti chiavi di ottone, tutti i cancelli e le porte di sbarramento».
Di fronte a questa situazione, il Sappe con capisce perchè il ministero spenda un milione per fare un nuovo reparto.Da qui l’appello del Sappe alle istituzioni perchè siano ritenute altre le priorità, soprattutto gli spazi per le attività sociali per i detenuti.
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