Finanza
Dopo 42 anni Goriot dice addio a Lucca
La celebre profumeria con più sedi nel centro storico chiude a fine luglio: «La città è cambiata»
LUCCA. Flavio Gorini, titolare della profumeria Goriot fondata a novembre del 1972 dalla madre Nicla Baroni ha deciso. «Esco di scena, tolgo il disturbo per sempre», afferma risoluto ma con un retrogusto molto amaro.
Di rimanere strangolato, fra imposte, balzelli vari e l’imperversare nel settore della cosmetica di franchising italiani e stranieri ormai molto presenti in città, non ne vuole sapere. O, meglio, non lo può sopportare. Il suo negozio - ultima sede in via Buia angolo via Santa Lucia, prima ancora in via Fillungo, via Calderia e via dei Borghi - chiude il 31 luglio; intanto ha dato il via a una vendita di fine attività con forti sconti.
In questa Lucca «non più a misura d’uomo» come egli stesso la definisce, Gorini non ci si ritrova più. E a 59 anni, con un’esperienza quarantennale nel settore, con un diploma di visagista e competenze acquisite che per anni gli hanno permesso di lavorare nello staff di Gil Cagné e di essere fra i truccatori che preparavano le star della musica a calcare il palco di Sanremo (erano gli anni Ottanta), pensa che veramente, «anche per la mia salute, che è il bene più grande che ho» la soluzione migliore sia dire una volta per tutte “basta”.
Lucca di oggi non è più «la mia Lucca. Ormai la città mischia il peggio del vecchio e il peggio del nuovo, vuol essere cosmopolita ma non lo è. E alle venti la sera è una città spenta, quasi ci fosse il coprifuoco. Durante l’anno poi sono pochi gli eventi di vero richiamo, se non fosse per il Summer Festival di luglio, i Comics in autunno e poco altro», sentenzia gorini.
L’estate del 2008, racconta il titolare di Goriot, ha segnato la definitiva cesura fra un passato glorioso e un futuro senza speranze. «Avevamo il negozio in via Fillungo - racconta Gorini -; per il fondo pagavamo un affitto di 2.200 euro. Di colpo ce lo portarono a 4.500. E lo dovemmo lasciare». Da lì il trasferimento in via dei Borghi e, più recentemente (a dicembre del 2013) in via Buia. «Per alcuni mesi il negozio è andato bene - ricostruisce Gorini -. Dal mese di febbraio di quest’anno le cose hanno cominciato ad andare peggio, sempre peggio. Così ho deciso di chiudere. I franchising stanno costringendo anche i marchi più blasonati, quelli dei nostri prodotti, a regredire. Per un negozio la vita è sempre più difficile. L’Iva ad esempio. Devi anticipare il 22 per cento sugli acquisti, ma quando recuperai sulle vendite?».
Un circuito vizioso dal quale diventa impossibile uscire. «Le troppe spese vive, le tasse... È diventato impossibile lavorare - afferma Gorini -. Perciò come quando cala il sipario bisogna sapere capire quando è il momento di uscire di scena», sottolinea. Ancora attorniato dal suo mondo di profumi, di creme e cosmetici di lusso. E di bigiotterie: quelle che ancora la madre Nicla, alla bella età di 83 anni continua a creare a casa, con mente e cuore ancora rivolti alla sua profumeria.
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