Il Tirreno

Lucca

Terme, ecco il progetto per il rilancio

di Paola Taddeucci
Terme, ecco il progetto per il rilancio

Lo ha presentato la nuova gestione che parteciperà al bando per la concessione degli stabilimenti, aperto a tutti

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LUCCA. Nuova vita per le terme, con posti di lavoro in più e spazi restaurati, tra i quali l'ottocentesca galleria napoleonica dello stabilimento Varraud, ora in abbandono. A promettere un sostanzioso investimento e un radicale cambiamento è Vittorio Lapolla, l'imprenditore che da novembre scorso è subentrato ai Mazzei nella gestione delle terme, acquisendo contemporaneamente la proprietà dell'albergo. Se andrà in porto l'idea di Lapolla, azionista della Waste Recycling di S. Croce sull'Arno -gruppo leader in Italia nello smaltimento dei rifiuti industriali -, l'imprenditore verrà sicuramente ricordato come colui che ha finalmente rilanciato le terme dopo anni di annunci e di tentativi mai riusciti. Il suo team, capitanato dall'architetto Tiziano Pucci, è pronto. Il progetto preliminare c'è, basta poco per trasformarlo in esecutivo e partire con i lavori. Lapolla spererebbe entro l'anno. Prima, però, dovrà arrivare un atto del Comune: il nuovo bando per la concessione degli stabilimenti termali. Quella ereditata dai Mazzei, infatti, scade tra cinque anni.

Troppo pochi per ciò che ha mente Lapolla: non tanto per il tempo necessario ai lavori - che anzi una volta partiti verranno terminati prima possibile -, quanto perché il progetto guarda lontano, ben oltre i cinque anni, e mira a fare di Bagni di Lucca un centro termale all'avanguardia, capace di attirare i visitatori da fuori, ma anche di riavvicinare la popolazione locale. Un aspetto, quest'ultimo, che sta molto a cuore alla nuova gestione tanto che per tutto il 2014 i residenti potranno accedere ai trattamenti con uno sconto del 20 per cento. Il bando, ovviamente, sarà aperto a tutti. «Ma – sottolinea il sindaco Massimo Betti – non credo ci sarà la fila. Sono cinquant'anni che cerchiamo investitori per le terme e nessuno si è mai presentato. In ogni caso ben vengano, ce n'è davvero per tutti». A Betti il progetto presentato da Lapolla piace ed è convinto che sia quello della svolta per il rilancio delle terme, dopo anni di fallimenti. «Ho aspettato prima di esprimermi – dice – perché volevo essere certo. Ma ora sono sicuro: può fare la differenza rispetto al passato». Anche perché, oltre a intervenire sulle strutture, il nuovo gestore intende occuparsi, in collaborazione con lo stesso Comune, pure dell'esterno - parcheggi, luci, segnaletica, viabilità -, una vera e propria spina nel fianco di tutti i gestori e delle stesse amministrazioni comunali, eternamente alle prese con la mancanza di fondi per intervenire. Quante volte Mazzei ha denunciato le lamentele sia degli utenti delle terme sia dei clienti dell'albergo sulle “brutture” che circondano l'hotel e gli stabilimenti. Quelle “brutture” sono destinate, dunque, a diventare “bellezze”. Perfino il rudere dell'ex Grande albergo, puntellato perché pericolante, potrebbe trasformarsi in qualcosa di meno sgradevole. «L'idea – informa l'architetto Pucci – è di mascherare i ponteggi, studieremo il modo». Già da ora, del resto, la nuova gestione ha dato il via a un'operazione di pulizia che sta interessando la scalinata a fianco dell'ingresso principale degli stabilimenti e che conduce all'albergo. Come dire, noi intanto ci portiamo avanti, in attesa di partire con il progetto. Del quale, al momento, non vogliono rivelare l'importo che dovranno stanziare per realizzarlo. «E' prematuro - dice Lapolla – parlare di cifre». Ora gli preme illustrare come le terme diventeranno, secondo il loro piano, un centro d'avanguardia. Il progetto prevede i lavori in tutti e tre gli edifici attualmente adibiti a stabilimenti: il più antico – Varraud -, la costruzione centrale e Casa Boccella. In essi verranno risistemati alcuni ambienti finora inutilizzati, come il quarto piano di Casa Boccella e la galleria napoleonica del Varraud. Ma saranno recuperati anche costruzioni più piccole, come la vecchia Casa del custode, che verrà adibita a spogliatoio per il personale. Tutti gli interventi prevedono un restauro conservativo e filologico in stretta osservanza dei vincoli cui gli edifici sono legati e quindi in accordo con la Soprintendenza. In particolare per la galleria, dove sono conservate tra l'altro antiche vasche di marmo, il progettista ha pensato di rifare i nuovi rubinetti esattamente com'erano in originale. «Fortunatamente – spiega – uno è stato salvato, così da poter funzionare da modello». Il cambiamento rispetto all'organizzazione attuale sarà significativo. «Ci sarà – conclude Pucci - una netta definizione tra la parte sanitaria e quella dedicata al fitness-benessere, che oggi non c'è, con l'ampliamento di molti servizi sia nell'una che nell'altra e un riordinamento generale». I lavori inizieranno dalla parte più vecchia e via via andranno avanti, senza intralciare mai l'attività, che non verrà mai interrotta.

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