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Piuss, niente processo per il dirigente Tani

Piuss, niente processo per il dirigente Tani

Il gup emette una sentenza di non luogo a procedere per l’architetto del Comune Soddisfatto l’avvocato Di Bugno: «Sono sempre stato sicuro che fosse innocente»

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LUCCA. Il dirigente comunale Maurizio Tani esce dal processo Piuss dopo la sentenza di non luogo a procedere nei suoi confronti emessa dal gup Marcella Spada Ricci “perché il fatto non sussiste” letta al termine di 45 minuti di camera di consiglio.

L’architetto era indagato nell’ambito dell'inchiesta sugli atti urbanistici partita dopo le denunce dei consiglieri comunali Piero Angelini di Governare Lucca e Daniela Rosellini del Movimento Cinque Stelle.

Per Tani, 61 anni, l’accusa formulata dalla Procura era di falsità ideologica e materiale in autorizzazioni amministrative per vicende legate al settore urbanistica.

Adesso il sostituto procuratore Fabio Origlio deciderà, dopo aver letto le motivazioni della sentenza del gup, se presentare ricorso in Cassazione. La sentenza di non luogo a procedere non diventa mai irrevocabile, né passa in giudicato come una sentenza di assoluzione dibattimentale.

Si tratta di una sentenza emessa “allo stato degli atti”: il pubblico ministero può in qualsiasi momento (ovviamente fino a che il reato non si prescrive) chiedere al gip la revoca di tale sentenza.

«Siano contenti - commenta l’avvocato Carlo Di Bugno difensore di Tani - e del resto non avevamo mai avuto alcun dubbio sull’innocenza dell’architetto. La sentenza del gup significa che non vi erano elementi per sostenere le tesi accusatorie in giudizio». Soddisfatto e commosso Tani, che per il momento si schermisce: «Parlerò in fondo, posso solo dire di essere soddisfatto. Io mi sono sempre comportato bene».

Nel processo resta invece il dirigente comunale Mauro Di Bugno che aveva rinunciato all’udienza preliminare e che il 3 luglio sarà processato dal giudice monocratico.

Al centro dell'indagine un progetto in grado di catturare importanti finanziamenti regiregionali e di contro un regolamento urbanistico che quel progetto non lo prevedeva.

I dirigenti - a giudizio del sostituto procuratore Origlio che si è avvalso dell'architetto Eugenio Turrin come consulente - avrebbero dato l'okay a una soluzione del problema del nuovo anfiteatro a piazzale Verdi che cambiava le carte in tavola con l'inserimento nel regolamento urbanistico di norme ad hoc in modo - secondo le accuse - surrettizio e non motivato.

Tesi sempre respinta dai difensori: insieme all’avvocato Di Bugno e al professor Enrico Marzaduri (per Tani) anche l’avvocato Lodovica Giorgi che difende Di Bugno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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