La manifestazione
Contro restrizioni e multe il comitato per la movida
«Non trasformiamo il centro storico in un dormitorio, il sindaco aveva assicurato che non lo avrebbe permesso». Tanti i locali che chiedono permessi per la musica
LUCCA. No ad una città spenta e a regole troppo rigide che rischiano di trasformare Lucca in un dormitorio, senza spazio alla musica e al divertimento. Il Comitato "Vivere Lucca anche di notte" prende posizione contro il regolamento sulla movida notturna. «Ci chiediamo quali siano le intenzioni dell’amministrazione comunale sul futuro di Lucca - scrive Laura Favilla del comitato che raccoglie firme per trasformare il mercato del Carmine in uno spazio ricreativo per eventi culturali e musicali - e se sia a conoscenza di ciò che veramente vogliono i cittadini. Eppure il sindaco Tambellini lo scorso dicembre aveva dichiarato di non volere una città dormitorio e della necessità di trovare un punto di incontro tra le varie esigenze. Punto d’incontro che, a parole, durante la presentazione del regolamento la scorsa settimana, ha anche dichiarato di aver raggiunto (il regolamento è stato stilato con la decisiva collaborazione di cittadini e commercianti), non specificando però chi siano stati i cittadini tenuti a collaborare allo stesso, né attraverso quale canale siano stati selezionati».
Questo nuovo regolamento restrittivo - si dice nella lettera aperta al Comune - «sembra di fatto andare contro gli interessi della città, che a nostro parere ha bisogno di una politica radicalmente diversa e di maggior apertura al mondo. Lucca ha bisogno di vivere anche nelle ore “notturne”, non si deve permettere che diventi un dormitorio assolutamente incapace di attrarre sia i cittadini che i turisti. La musica dal vivo, solo per fare un esempio tra i più eclatanti di quelli che vengono maggiormente danneggiati dal nuovo regolamento, andrebbe semmai incentivata, dando la possibilità ai gestori di organizzare con più facilità eventi musicali, ovviamente e sempre nel totale rispetto dei residenti e del resto del centro storico. Teniamo a ribadire l’assoluta convinzione che un centro storico vivo e vivace d’estate come d’inverno, è un centro storico, non solo più attrattivo, ma anche più sicuro. Tutte queste restrizioni impediscono al locali di lavorare serenamente e recano danni al turismo che cerca sì la città d’arte, ma vuole anche una città attiva».
Intanto negli ultimi giorni si è registrata una sorta di corsa da parte di diversi locali del centro storico ad accaparrarsi le deroghe (un massimo di dieci l’anno per ciascun esercizio) in base alle prescrizioni della nuova legge regionale sui rumori nei centri storici. Forse anche temendo, in parte le restrizioni che la legge impone rispetto al passato.
In effetti, per molti dei locali che hanno presentato le istanze (accolte dal Comune) la lista di date per le deroghe era già quella massima di dieci.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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