Il Tirreno

Lucca

Scuole, progetto nell’occhio del ciclone

Scuole, progetto nell’occhio del ciclone

Le opposizioni tornano a contestare il polo di via Marconi e annunciano una battaglia senza quartiere

3 MINUTI DI LETTURA





BAGNI DI LUCCA. Continua ad essere al centro di polemiche il progetto dell’amministrazione Betti per il nuovo polo scolastico che dovrebbe sorgere in via Marconi, nel complesso Serafini. Nella riunione aperta al pubblico organizzata dalle opposizioni di centrodestra e centrosinistra, in questo caso concordi nel contestare la proposta del sindaco, i toni sono stati più pacati, ma le accuse restano pesanti: il progetto viene contestato per i costi, l’ubicazione, l’impatto e i rischi. E a Betti si contesta il fatto di sottrarsi al confronto pubblico più volte richiesto e di non aver portato tutte le carte del progetto al vaglio del consiglio comunale e quindi della popolazione. Altra critica, la mancanza di considerazione da parte della giunta per le condizioni di altre scuole delle frazioni bisognose di interventi.

Per Umberto Bartoli, consigliere comunale del Pd, è poi evidente la contraddizione tra il programma elettorale quasi ambientalista della lista vincitrice e scelte che hanno invece un impatto rilevante sul territorio e la qualità della vita. Rimanendo su questo tema, Bartoli chiede anche che fine abbiano fatto i comitati che tanto si sono mobilitati contro il progetto delle biomasse. Altra critica a Betti, la scarsa considerazione per il territorio, messo in secondo piano, se non dimenticato, rispetto all’impegno concentrato sul capoluogo.

Nella serata è stato messo in risalto e illustrato anche il vecchio progetto fatto per la scuola dalla amministrazione Contrucci, che prevedeva una costruzione capace di accogliere tutte le scuole al posto dello stadio in via Lima a Fornoli. Progetto che non è mai partito e per il quale sono state date due versioni contrastanti in merito alla spesa: chi ha parlato di 11 milioni di euro e chi di 7. Paolo Peruzzi del Pd e David Barsi, della lista Pelagalli hanno parlato di nuovo dei costi delle scuole realizzate nei comuni limitrofi, che, come ha detto il consigliere Marco Pelagalli, sono monoblocco e comportano di conseguenza un minor costo per tutto: sicurezza, riscaldamento e manutenzione.

E’ stato poi rilevato come, a termini di legge, un edificio scolastico debba essere facilmente raggiungibile anche a piedi e con piste ciclabili, e come debba essere costruito in una zona possibilmente pianeggiante, non comunque in mezzo ad una collina raggiungibile con tapis roulant e scale mobili.

Ha colpito poi l’intervento di una maestra, la quale ha sostenuto di trovare il nuovo progetto non adatto ai bambini, meravigliandosi che un sindaco possa arrivare a decidere per un intervento progetto così imponente e costoso, che prevede un grande cambiamento anche nell’urbanistica,senza che ci sia stato alcun contro confronto con le categorie ineressate e la popolazione tutta. Per la maestra poi la nuova collocazione della scuola è molto pericolosa e sbagliata.

Pelagalli ha ripetuto la battuta “dalla culla al cimitero dotati di scarpe antiinfortunistiche” per sintetizzare il suo pensiero sul progetto che ritiene danneggi anche la parte adiacente il camposanto (sopra la collina), dove dovrebbero atterrare elicotteri in caso di intervento.

Nella riunione sono state prospettate anche alternative per l’ubicazione: la vecchia scuola Ferretti, la zona vicina alla Conad, il complesso del tennis, la zona di Palmaia, ciascuna delle quali presenta tuttavia problemi sotto il profilo urbansitico. Nella serata si sono riviste vecchie figure della politica, come Alceste Citti, che non ha però parlato.

La riunione i è conclusa con l’impegno a perseguire tutte le vie possibili per scongiurare l’intervento, con esposti alla Soprintendenza, al Genio civile, alla Corte dei Conti e alla Procura. Sullo sfondo anche la possibilità di un referendum.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze