Attenzione
San Luca, presto attivo il nuovo acceleratore
È la macchina tecnologicamente più avanzata fra quelle in funzione in Italia L’Asl 2 si conferma all’avanguardia anche per gli interventi di brachiterapia
LUCCA. E’ stata riavviata da circa 20 giorni e prosegue a buon ritmo, prevalentemente in orario pomeridiano, l'attività della tomoterapia al San Luca. Continua inoltre, ogni mattina l'attività clinica di radioterapia, con l’acceleratore lineare, al Campo di Marte, dove di fatto continua ad esserci il fulcro amministrativo e di accettazione dell’attività in attesa del trasferimento completo nel nuovo ospedale.
«D’accordo con la direzione aziendale e considerati i 4 mesi necessari per lo spostamento e l’attivazione di attrezzature complesse e tecnologicamente avanzate come le nostre – evidenzia il direttore della radioterapia oncologica Marcello Mignogna – abbiamo preferito continuare l’attività in maniera integrata su due sedi, per non interrompere un servizio così importante e delicato per i cittadini».
La nuova sede al San Luca garantisce un ulteriore salto di qualità ad una struttura che già può contare su professionalità e tecnologie all’avanguardia a livello nazionale.
«Sta già lavorando a buon ritmo la macchina per la tomoterapia – sottolinea il dottor Mignogna – presente in poche realtà, che permette di girare in modo elicoidale attorno al paziente, erogando al paziente una dose di radiazioni che copre un angolo di 360°. Questa attrezzatura, grazie alla possibilità di confrontare l’immagine di pianificazione del trattamento con un’immagine Tac acquisita durante il trattamento stesso, ha una precisione millimetrica e permette la massima protezione degli organi vicini alla neoplasia. L’apparecchiatura garantisce trattamenti in regime ipofrazionato, cioè con una dose maggiore per singola seduta e diminuzione del tempo totale di trattamento. Sempre al San Luca è stata installato e sarà attivo nei prossimo mesi, dopo la necessaria formazione del personale, un nuovo acceleratore lineare di ultima generazione: è la terza macchina di questo tipo in Italia e, fra le tre, è quella tecnologicamente più avanzata. E’ in grado di effettuare trattamenti stereotassici, guidati dall’immagine e con controllo del movimento respiratorio. E’ un sistema molto duttile, con uno spettro di attività molto ampio (dai trattamenti di base fino a quelli ad alta intensità) e che si caratterizza per la precisione e per un tempo di esecuzione del trattamento breve rispetto ad altre apparecchiature».
Oltre ai macchinari, c’è anche un cambiamento strutturale e organizzativo.
«Al Campo di Marte - spiega Mignogna - si era cercato di rendere più adeguata possibile una sede vecchia e quindi poco adatta alle nostre esigenze. Al San Luca abbiamo strutturato il servizio in maniera razionale anche in base al modello dell’intensità di cura, con la divisione tra la sezione ambulatoriale e il reparto applicazioni, con un front office e una sala d’attesa accogliente e con una gestione integrata e informatizzata di tutto il percorso del paziente».
Nell’ambito della radioterapia si sta anche incrementando, da alcuni anni, l’utilizzo di metodiche all’avanguardia per l’interventistica, che la pongono in una posizione di rilievo a livello nazionale ed internazionale.
Ne è un esempio la brachiterapia con impianto permanente di I125 ecoguidato per il trattamento delle neoplasie prostatiche in stadio iniziale. Gli ultimi dati di attività, presentati il 19 maggio 2014 nel corso nella riunione Airo Prostata a Bologna, evidenziano che in questo ambito Lucca si pone come quarto centro a livello nazionale, dietro Trento, il San Raffaele di Milano e Brescia.
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