Il Tirreno

Lucca

Ex addetti Clap, scatta la protesta

Oggi alle 17,30 il corteo verso Palazzo Orsetti. I sindacalisti: «Il sindaco ci riceva»

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LUCCA. Oggi autisti e altri addetti ex Clap (azienda del trasporto pubblico oggi confluita nel consorzio Ctt Nord) incrociano le braccia e fanno scattare la mobilitazione. Alle 17,30 infatti è prevista la partenza del corteo dala sede ex Clap in viale Luporini a Lucca.

Dopodiché il corteo di protesta proseguirà verso il centro storico della città, con soste davanti a Palazzo Ducale, sede della Provincia, e davanti Palazzo Orsetti, sede del Comune. «Fin da ora - dicono gli autisti e i loro rappresentanti sindacali - rivolgiamo l’invito al sindaco Alessandro Tambellini, all’assessore ai trasporti e alle istituzioni provinciali a riceverci».

La protesta è organizzata da tutte le sigle sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Fna, Faisa Cisal) e anche questo dà l’idea di come la tensione sia alta. Infatti, «la regolamentazione unilaterale imposta da Ctt dal 10 marzo 2014, che impone il livellamento dei salari per tutti i lavoratori confluiti in Ctt da diverse aziende, si traduce per i lavoratori ex Clap in riduzioni salariali fra i 150 euro e i 200 euro - spiegano i rappresentanti sindacali dei lavoratori -. Così per i dipendenti ex Clap sarà un lusso anche ammalarsi o farsi male sui luoghi di lavoro visto che non possiamo superare 1e diciotto giornate di malattia l'anno altrimenti scatta la decurtazione del salario».

Queste nuove disposizioni, spiegano sempre i rappresentanti dei lavoratori, «metteranno a rischio il servizio offerto che sarà meno sicuro, con conseguenze anche sull'utenza. Per oter mantenere le nostre famiglie saremo obbligati a venire a lavorare anche ammalati con quello che comporterà per la sicurezza del servizio».

La novità intercorsa sui salari, concludono, «ha ricevuto il beneplacito della Regione insieme ai tagli di risorse per la prossima gara regionale e degli enti locali. Ci scusiamo per i disagi che potranno verificarsi. Ma vogliamo sottolineare che difendendo i nostri diritti difendiamo anche quelli degli utenti, che equivalgono a pretendere un servizio migliore nella qualità e nei costi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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