Sicurezza
Crisi, avanza l’ipotesi di un assessore in meno
Nell’esecutivo che perde Tuccori e Fratello potrebbe entrare soltanto Marchini Il turismo è destinato a Lemucchi, con Calabrese consulente. Ambiente a Raspini
LUCCA. Una sola new entry al posto dei due assessori che lasciano. Sembra questa alla fine la decisione per chiudere il rimpasto di giunta. Il consigliere comunale Celestino Marchini entrerà come assessore, con ogni probabilità alle strade, alla sicurezza stradale e allo sport, ma per coprire i vuoti lasciati dall’uscita di Massimo Tuccori al turismo e di Alda Fratello alla cultura, il sindaco Alessandro Tambellini pare proprio intenzionato a sopperire ricorrendo ad una redistribuzione delle deleghe. Al turismo la riorganizzazione porterà l’assessore Giovanni Lemucchi, con il quale dovrebbe collaborare, come consulente senza compenso, Gabriele Calabrese. Da definire la questione della cultura, che peraltro il sindaco vorrebbe legare anche alla gestione del Teatro del Giglio. Probabile che alla fine finisca all’assessore Ilaria Vietina. Per il Teatro, l’ipotesi che vedeva in corsa Paolo Cattani o Ugo Giurlani per la carica di amministratore unico pare tramontata, mentre si fa avanti la possibilità di una soluzione alternativa, anche sotto il profilo del nuovo iter gestionale.
Altri mutamenti nelle deleghe riguarederebbero l’assegnazione del settore ambiente a Francesco Raspini, mentre si parla di collaborazione tra Serena Mammini e Francesca Pierotti per i progetti del Piuss, nuovi e vecchi. I nodi dovrebbe essere sciolti nel giro di ore, ma le pressioni perché si arrivi ad una conclusione non sembrano scuotere più di tanto Tambellini.
Piuttosto, soprattutto nel Pd, da ieri comincia a tenere banco la riflessione sull’esito del voto a Livorno e in tante altre città dove ci sono stati ribaltoni eloquenti. Gli elettori hanno dimostrato chiara insofferenza per le liste di raggruppamenti rissosi e litigiosi e non in grado di rappresentare le istanze di reale cambiamento. Lo spettacolo visto a Lucca in questi primi due anni di mandato dovrebbe essere di monito per il centrosinistra, all’interno del quale i dissensi e gli scontri sono stati accantonati, ma non sono spariti.
Il Pd, comunale e non, ora a prevalenza renziana si aspettava che il sindaco prendesse la palla al balzo per sfruttare l’occasione prospettata dal rimpasto ai fini di un’ampia revisione delle deleghe, dei programmi (basati su priorità chiare, vecchie e nuove) e anche delle persone. Scelta ritenuta indispensabile per arrivare al cambio di passo da tante componenti sollecitato. Se Tambellini chiuderà la crisi con il semplice ingresso di Marchini e qualche aggiustamento nelle deleghe (più la riorganizzazione della macchina comunale proposta dall’assessore Francesco Raspini) non è affatto da escludere che possano ripartire gli attacchi all’esecutivo dall’interno della maggioranza.
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