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Lucca

Carmine, arrivano tre milioni

Carmine, arrivano tre milioni

Conto alla rovescia per la firma dell’intesa con cui la Fondazione Cassa di Risparmio elargirà al Comune fondi per il restauro dell’intera struttura del mercato

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LUCCA. La gru giunta a destinazione e montata, subito operativa per la rimozione del vecchio tetto in eternit del chiostro del Carmine e supporti di legno compresi. Da ieri entra nella fase clou l’intervento di riqualificazione della copertura del più antico mercato della città.

Ma c’è un’altra notizia legata alla riqualificazione dell’antico mercato: riguarda l’ulteriore stanziamento promesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio per il recupero della struttura nel suo complesso. I tre milioni annunciati a ottobre 2013 (oltre ai 145mila euro già disposti per il rifacimento del tetto) sono infatti in dirittura di arrivo. Entro la settimana si dovrebbe andare alla firma dell’intesa fra Comune e Fondazione Crl relativamente al nuovo contributo (non dovrebbe essere versato in un’unica soluzione ma spalmato in tre anni), un esborso finalizzato alla riqualificazione del mercato nel cuore del centro storico.

Fondi molto attesi, perché permetteranno all’amministrazione comunale di dare il via a un progetto di riqualificazione di più ampio respiro dell’intero edificio. Non solo del tetto, ma anche di tutto il piano terra (il chiostro) con l’auspicio di poter iniziare il restauro anche della parte ormai chiusa da anni: quella della chiesa.

Un sogno che comincia a prendere forma. E l’assessore alle attività produttive Giovanni Lemucchi, annunciando la firma imminente dell’intesa, è particolarmente soddisfatto. Grazie ai soldi della Fondazione l’amministrazione potrà così procedere secondo un percorso avviato, senza dover attendere tempi e proposte (che ci sono) di società del settore commerciale interessate a gestire una struttura come quella del Carmine nel suo complesso. Finora però solo parole, di fatti, azioni concrete, proposte ufficiali al momento non ne risultano. Con il contributo della Fondazione Crl «potremo intervenire direttamente sul Carmine», afferma infatti Lemucchi.

Non tramonta comunque, nonostante che negli ultimi tempi sia rimasta in standby, l’ipotesi di dare vita nel chiostro del Carmine - subito dopo che il nuovo tetto sarà completato - a un mercato settimanale o bisettimanale di prodotti agroalimentari di filiera corta, prodotti coltivati nei campi della zona, quindi a chilometri zero.Da parte loro, le associazioni cittadini riunite in questa proposta (dalle categorie del commercio all’artigianato, passanto per associazioni minori) continuano a chiedere al Comune che il tavolo di confronto aperto sul Carmine passi da una funzione di confronto a un ruolo operativo.

Lemucchi da parte sua non si tira indietro. «Il mercato di filiera corta nel chiostro si farà - conferma - e quanto prima verranno presi i contatti con gli interlocutori del tavolo», per non perdere altro tempo appena il Carmine sarà pronto per ospitarlo (i lavori iniziati il 19 maggio non dovrebbero durare oltre novanta giorni, per questo le associazioni premono affinché la formula del mercato di filiera sia ratificata al più presto. (b.a.)

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