Il Tirreno

Lucca

Ordinanza di sgombero in un negozio

di Luca Tronchetti
Ordinanza di sgombero in un negozio

Mancato rispetto delle normative antincendio ed igienico sanitarie e due lavoratori al nero dal biciclettaio inglese

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LUCCA. Approfittando della crisi economica lascia l’Inghilterra per approdare in Italia e aprire a Lucca un negozio di vendita e noleggio di biciclette. Probabilmente crede di poter eludere facilmente i controlli e prende in affitto un edificio sprovvisto delle più elementari norme antincendio e igienico sanitarie finendo poi per far lavorare almeno due dipendenti al nero. Una situazione di degrado alle porte della città scoperta l’altro giorno dai carabinieri di San Concordio con l’ausilio dei militari del nucleo radiomobile, della polizia municipale, dei vigili del fuoco e dei tecnici della medicina del lavoro dell’Asl con il sindaco Alessandro Tambellini che, informato dei fatti, ha emesso un’ordinanza di sgombero dei locali dove sono ammassate centinaia e centinaia di biciclette nuove e usate.

Blitz delle forze dell’ordine. L’altra mattina al workshop Factory House in via Nottolini 89 a San Concordio sono entrate in azione le forze dell’ordine. I militari di S. Concordio, che da tempo tenevano d’occhio la struttura aperta lo scorso gennaio, avevano notato posteggiate bici del tutto atipiche. Alcune con due ruote anteriori e cestello, altre dotate anche di un portaombrello. Tuttavia molte erano ammassate l’una sopra l’altra senza un ordine preciso e senza rastrelliere. Insospettiti i carabinieri hanno voluto vederci chiaro e sabato mattina hanno effettuato un controllo che ha dato esisti del tutto inattesi.

All’intero i carabinieri hanno trovato una situazione di degrado: fili elettrici scoperti che penzolavano dalle pareti, due presunti dipendenti residenti in Lucchesia sprovvisti di libretto di lavoro e attaccata a una sorta di tunnel dove si trovavano i velocipedi una cucina non abitabile.

Lì accanto c’era una scala abbastanza ripida che conduce ad una specie di mansarda sottotetto dove dormiva, stando alle forze dell’ordine, una bimba di 9 anni figlia della convivente del titolare dell’esercizio commerciale.

Sanzioni amministrative. Guai amministrativi in vista per un inglese sui 40 anni che sei mesi fa ha aperto una partita Iva nella nostra città. Per carabinieri, Asl e vigili non dispone – almeno stando ai primi accertamenti – di registri e libri contabili necessari per avviare una qualsivoglia impresa commerciale. Sul posto sono andati anche i pompieri che hanno riscontrato una serie di anomalie tra cui l’assenza di uscite di sicurezza e di impianti elettrici e di riscaldamento a norma mentre personale dell’Asl avrebbe accertato l’assenza di requisiti igienico sanitari (non sarebbe stata fatta nemmeno richiesta) all’interno dell’edificio. Anche l’ispettorato del lavoro è stato notiziato e l’impressione è che il commerciante anglosassone subirà sanzioni amministrative assai pesanti.

Ordinanza di sgombero. Sul posto anche la polizia municipale del settore edilizia che, dopo aver riscontrato anche la presenza di eternit sul tetto, ha avvertito il primo cittadino della situazione. Il sindaco Tambellini ha predisposto l’immediata ordinanza di sgombero della struttura. Sono in corso indagini anche per capire la provenienza di alcune delle biciclette. Il gestore del workshop agli inquirenti ha dichiarato di aver preso in affitto l’immobile al prezzo di 1100 euro mensili e che, vista la crisi economica che ha messo in ginocchio l’Italia, pensava che ci fossero meno controlli e che bastasse una partita Iva per poter lavorare senza seccature.

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