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Lucca

passin bassi – le cronache di pierin lucchese

Portati all’ospedale coi carrelli i malati lanciati sul tetto della Coppe

di PIERIN LUCCHESE
Portati all’ospedale coi carrelli i malati lanciati sul tetto della Coppe

di PIERIN LUCCHESE Ora mi dite un po’ voi se non passin bassi, ma bassi anco più giù del sottochiappa, la quale siamo sempre indietro col trasferimento ospedaliero dell’ospedale sanitario dei malati...

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di PIERIN LUCCHESE

Ora mi dite un po’ voi se non passin bassi, ma bassi anco più giù del sottochiappa, la quale siamo sempre indietro col trasferimento ospedaliero dell’ospedale sanitario dei malati e si sa che ne succede sempre una nòva perunque che quelli che son venuti via dal Campo di Marte no hanno lasciato nemmeno un biglietto su luscio di dove sono iti a fini’, e la gente sanasega dove andà a fassi le lastre, le tacche e le visite della cata e ratta, per non parlare de l’aprostata (quella col dito) che qualcheduno ci vanno l’ostesso tutte le mattine e stanno li a aspettare e pensano che quelli dello spedale sieno andati a fa’ merenda al Giannotti e tò daltronde tanto prima o poi ritornano, e invece enno al San L’uca.

Che è l’ontano, ma quanto il pensier dell’omo, di cui alla zia Cleofe per veni’ da San Lorenzo a trova’ Meone operato d’ernia alle tonzille ci ni vòle: numero uno bicigretta sottratta ar Piovano mentre non guarda, poi numero tre circolari ar volo alla tarzan di cui una si chiama Vai Busse (lo so io dove dovrebbe anda’), poi c’è da abbaccare una fossa, scanza’ la tombolanza che è li che gira intorno a tutta birra perché non trova il Soccorso Pronto, poi c’è da parcheggiare gli zoccoli a pago, entrare in punta di piedi e podopo ni dicono che Meone lanno dimesso subito tirandolo di sotto dalla finestra perché briào mézzo di strizzo.

Nel fraintempo cè un bel su e ngiù di modernissimi alicotteri ambulanzistici che non sanno dove ha terrare per via della contrarea che ni spara addosso, datosi che siamo sul confine coi Territori di Khapann el Menesin, cosicché l’alicotteri scaricano i malati sur tetto della Coppe che poi li portano via col carrello della spesa, oppure arrivano infino a Tassignano dove si trova un’acoincidenza di pulmi (tre ogni mezzora oppure mezzo ogni tre ore scluso il giovedì che c’è il mercatino) per Santa Maria a Colle indove cè un prete, circonvenzionato co l’Asle che guarisce i porri e il fòo di Santantonio dicendo il rosario. Per l’intanto si va avanti a tutto vapore per la valorizzazione del nome di Puccini in tutto il mondo conosciuto (men che a Torre dell’Ago che lì ci pensano da sé) che oltre ai biscotti Puccini, la torta Puccini con e senza bischeri, le rovelline rimesse in salsa alla Puccini, la rostinciana alla Cavaradossi (tanta ciccia poghi ossi) ora hanno studiato anche il brand di Puccini, liquore da correzione ponci per briài da caretto (da cui il nome dello monima Ilaria) da diffondere appietto da tutte le parti, per la quale si farà una posita commissione di volontariato detta “Puccini Demogratico Partecipato al popolaccio gnorante e bestia” che ci si pòle andare tutti, che so anche il mi’ cognato, a portare proposte tanto è lo stesso che poi fanno come ni pare a lòro. Cisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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