Il Tirreno

Lucca

Mense, ecco i lavori da fare negli istituti fuori norma

di Nadia Davini
Mense, ecco i lavori da fare negli istituti fuori norma

In quattro manca addirittura il refettorio. Vietina: partiremo in estate

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LUCCA. Fare presto, fare bene. E soprattutto ricavare una sala mensa nelle scuole dove non ve ne è traccia. È una relazione molto precisa e dettagliata, quella messa a punto dall'ufficio edilizia scolastica del comune di Lucca, all'indomani della chiusura da parte dell'Asl del refettorio della primaria “De Amicis” a Santa Maria del Giudice.

Una relazione chiara, nel quale si evidenziano criticità e problematiche a tutto tondo, senza prendere in considerazione gli arredi e le attrezzature, che sono a carico del concessionario del servizio di ristorazione scolastica (la ditta Del Monte). Si stimano cifre e si sollecitano interventi rapidi nelle scuole sprovviste di uno spazio adibito alla consumazione dei pasti. Il motivo? La paura, neanche troppo velata, che l'Asl possa decidere di sospendere il servizio di ristorazione, a partire da quelle situazioni in cui i bambini mangiano in classe con il vassoio monoporzione da troppo tempo.

Proprio per affrontare queste situazioni, infatti, è previsto a breve un incontro con un funzionario del dipartimento di prevenzione dell'Asl, con l'obiettivo di valutare eventuali deroghe alla normativa. Quattro le scuole in questione, tutte primarie: San Donato, San Pietro a Vico, San Michele di Moriano e Montuolo. «Sono edifici molto simili tra loro – spiega l'assessore all'istruzione Ilaria Vietina – presentano una stessa struttura, tipica delle scuole costruite negli anni Sessanta. Cinque classi, uno spazio per il bagno degli insegnanti, uno per quello dei bambini, un ripostiglio e un grande atrio. In questi edifici i bambini consumano il pasto in classe da sempre, con vassoi monoporzione sigillati. È arrivato il momento di risolvere la situazione, anche perché non possiamo andare avanti con continue deroghe». Al vaglio due soluzioni: ricavare la sala mensa all'interno dell'atrio, prevedendo pareti di cartongesso così da isolare gli ambienti oppure percorrere la strada dell'ampliamento. Che però è la più costosa e non sempre possibile. «Alcune scuole hanno il giardino adiacente – continua Vietina – quindi potremmo pensare a un ampliamento. Ma in altre non c'è neanche lo spazio fisico per fare una cosa del genere. Stiamo passando sotto i riflettori tutte le soluzioni e già nell'estate cominceremo i primi lavori per arrivare a una sistemazione definitiva. Cercando di reperire risorse, che restano il punto interrogativo più grosso e preoccupante».

Se da una parte, infatti, ci sono le famiglie che aspettano risposte e chiedono soluzioni, dall'altra ci sono gli uffici che devono fare i conti con i fondi che scarseggiano e con una impietosa scala di priorità, che mette per forza di cose ai primi posti gli interventi strutturali. Intanto dalla relazione si evince che su 45 refettori, solo tre possiedono la Scia, l'autorizzazione necessaria per consentire la somministrazione dei pasti. Oltre alla Don Milani a Sant'Anna, le scuole dell'infanzia (via Salicchi) e primaria (via Baccelli) di San Marco. La mancanza di questa autorizzazione deriva sostanzialmente dalla molteplicità degli interventi richiesti: dalla planimetria ai servizi igienici rispondenti alla normativa vigente, dai locali di sporzionamento (che devono rispettare certe altezze e certe caratteristiche) all'adeguamento dei locali di refezione, senza considerare la lista delle carenze manutentive. Muffa, tinteggiatura da rinnovare, pavimentazioni danneggiate, infiltrazioni. La somministrazione degli alimenti è normata principalmente dal Regolamento CE 852/2004 e per gli spazi ad essa funzionali occorre verificare anche le prescrizioni del regolamento d'igiene e dei decreti sulle norme tecniche in materia di edilizia scolastica e di prevenzione incendi. Ora, gli aspetti più gravosi derivano proprio dalla certificazione antisismica e antincendio: documenti di cui quasi tutte le scuole lucchesi, e non solo, sono prive. «Ecco perché non è stato possibile presentare la Scia – continua Vietina –. Oltre a questo, poi, alcune scuole sono carenti di un servizio igienico riservato al personale incaricato alla refezione».

Così sei scuole dell'infanzia (Pontetetto, San Cassiano a Vico, Mutigliano, “Giardino”, “Il Girasole” e “Giusti”) e otto primarie (Fornaciari a San Filippo, Santa Maria del Giudice, San Lorenzo a Vaccoli, Sant'Angelo, Saltocchio, Balbano, San Macario e Santa Maria a Colle). «Per questo problema stiamo già verificando con l'Asl la possibilità di dedicare i servizi igienici esistenti esclusivamente alle addette allo sporzionamento nel periodo in cui operano nella scuola. Soluzione che sembra di possibile attuazione». Nella maggior parte dei casi si tratta di lavori che non superano i 5mila euro di importo, per un totale di 230mila euro, previsti solo per ripristinare le condizioni di ordinaria manutenzione. «Durante l'estate interverremo sulle scuole primarie di Santa Maria del Giudice, “Pascoli” in centro storico e quella di Saltocchio. Gradualmente ci occuperemo anche di tutte le altre». Intanto, sempre per l'estate, sono previsti cantieri anche alla scuola media di Mutigliano, alla primaria “Fornaciari” di San Filippo, alla “D. Alighieri” e alla scuola media di Santa Maria a Colle.

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