La manifestazione
Controlli catastali su oltre 12mila case
Analisi sulle rendite delle abitazioni popolari e ultrapopolari: si rischia di pagare imposte sul mattone assai più elevate
LUCCA. «Pagare tutti per pagare meno». E’ con queste parole che l’assessore al bilancio Enrico Cecchetti presenta l’accordo siglato da Anci Toscana che dà il via a un progetto sperimentale, il primo in regione, per la lotta all’evasione fiscali. Gli intenti sono più che nobili – equità, principio costituzionale della progressione e abbassamento delle aliquote delle imposte comunali sugli immobili per il 2015 – ma le conseguenze rischiano di essere molto pesanti, non solo per chi per anni ha provato a evadere il fisco non denunciando al catasto immobili costruiti e poi utilizzati, ma anche per centinaia, se non migliaia, di onesti cittadini che per anni hanno vissuto nella propria abitazione ignari del fatto che fosse inserita in una classe più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe dovuta trovare.
Il progetto, reso possibile grazie a un finanziamento di 25mila euro della Regione, sarà attuato grazie alla collaborazione di Anci Toscana che metterà a disposizione le proprie banche dati (e il sistema “Tosca” per effettuare controlli incrociati sulle abitazioni di classe popolare (le A4 a Lucca sono 10.395) e ultrapopolare (le A5 sono 1.422) che negli anni sono state oggetto di ristrutturazione che però poi non è stata seguita dall’aggiornamento della loro classe catastale.
Numeri importanti perché – come spiega Dario Gambino, responsabile della fiscalità locale per Anci Toscana – a Lucca dovrebbero esserci centinaia di posizioni da mettere in regola». I primi immobili a partire nel mirino saranno sicuramente le abitazioni che hanno metratura importante e che si trovano in centro storico, nell’immediata periferia o comunque in zone di pregio. Se si ravviseranno situazioni poco chiare i cittadini quindi riceveranno una lettera che li invita a rivolgersi a un geometra entro 90 per rivedere il classamento dell’immobile. In caso di inerzia, sarà la stessa agenzia del territorio – il catasto – a muoversi d’ufficio e a fare gli adeguamenti del caso addebitando poi tutte le spese, che complessivamente superano i mille euro, ai cittadini. Da lì in poi quindi quella casa pagherà tute le imposte immobiliari in base alla nuova classe che viene assegnata. Ma gli aumenti in vista rischiano di non essere finiti perché il Comune potrebbe anche riuscire a dimostrare che quella situazione di irregolarità prosegue negli anni e potrebbe quindi chiedere il saldo di quanto non è stato pagato in passato. In pratica una sorta di rete a maglie strette in cui si rischia di far cadere sia il vero furbo che ha voluto sfruttare l’inerzia del catasto sia il cittadino che inconsapevolmente vive nella casa di famiglia che una ventina di anni fa è stata oggetto di lavori da parte dei genitori o che magari ha comprato da pochi anni un appartamento già ristrutturato. Una scelta quindi che potrebbe costringere parecchi lucchesi a dover rimettere mano al portafogli in un periodo in cui le abitazioni sono già abbastanza sotto la lente a causa dell’Imu e dell’imposta sui servizi indivisibili.
Una seconda sfera di azione riguarda invece il tema delle plusvalenze nei casi di compravendite immobiliari fatte con intenti speculativi senza dare informazioni all’Agenzia delle entrate.
«Operiamo in base a una disposizione contenuta in due commi della legge Finanziaria del 2005 che permette ai Comuni di mettere mano alle rendite catastali nell’ottica di una revisione più equa, giusta ed efficace», spiega l’assessore Enrico Cecchetti che poi aggiunge di aver ricevuto tante segnalazioni di inequità da parte dei cittadini nel momento in cui si è parlato dell’introduzione della Tasi. Proprio questo è il termine che ricorre maggiormente anche nelle parole del sindaco Alessandro Tambellini: «A noi interessa che sia garantita la progressione fiscale e siamo felici che Lucca sia stata scelta per questa sperimentazione che sarà estesa ad altri comuni se ci saranno risultati positivi. Dico fin da subito che se ci saranno risultati o metodologie da aggiustare siamo pronti a modificarli».
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