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Lucca

Scuola, precari in rivolta contro l’“invasione” da altre province

Scuola, precari in rivolta contro l’“invasione” da altre province

Nella graduatoria per l’infanzia arriverebbero 350 nuovi insegnanti con punteggi più alti, che scavalcherebbero i 140 attualmente presenti

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LUCCA. Il pericolo, l’incubo, è quello di vedersi soffiare sotto il naso quel posto di lavoro agognato da anni. Una paura che, in questi ultimi giorni, sta invadendo le vite di centinaia di precari della scuola della provincia di Lucca. Che stanno assistendo all’“invasione” delle graduatorie a esaurimento del provveditorato da parte di centinaia di candidati provenienti da altre province italiane. Soprattutto - a quanto pare dalle notizie filtrate dall’ufficio scolastico provinciale - dal Meridione.

Le graduatorie in questione sono quelle cosiddette “ad esaurimento”. Cioè quelle liste di insegnanti abilitati ma senza posto fisso, che da qualche anno sono state “bloccate” con l’idea, appunto, di esaurirle. Ma, in realtà, il blocco riguarda solo gli inserimenti ex novo. Ma non i trasferimenti da altre province.

Ed è proprio questo ciò che sarebbe successo da quando, ad aprile, sono stati aperti i termini per l’aggiornamento delle graduatorie per i prossimi tre anni scolastici. Si tratta di una procedura attraverso la quale i docenti debbono confermare la loro volontà di restare nelle graduatorie ed, eventualmente, possono aggiornare il proprio punteggio. E - terza possibilità - possono chiedere il trasferimento nella graduatoria di un’altra provincia. Il problema sembrerebbe riguardare soprattutto la graduatoria per la scuola dell’infanzia. Che finora vedeva in lizza circa 140 candidati. E che ora, invece, vedrebbe l’arrivo di oltre 300 nuovi candidati. Che, oltretutto, avrebbero in media punteggi più alti dei vecchi iscritti che, quindi, si vedrebbero scavalcati e vedrebbero allontanare la possibilità di un’assunzione o, almeno, di una supplenza lunga. Proprio la questione punteggi è un altro dei punti dolenti: da più parti si ritiene infatti che ci siano zone d’Italia dove è più facile raggranellarli.

Per capire con esattezza come stiano le cose (e quali sono le reali cifre in gioco) bisognerà aspettare circa un mese, quando verrà resa nota la nuova lista. Bisogna, infatti, tenere di conto degli iscritti in più graduatorie: per loro la legge prevede che, quando si chiede il trasferimento, questo valga per tutte le graduatorie di appartenenza. Potrebbe quindi accadere che in realtà gli oltre 300 nuovi arrivi siano destinati a liste di altri ordini (elementari, medie, superiori). Ciò non toglie, tuttavia, che l’ “invasione”, seppur “diluita”, ci sarebbe comunque. Una dinamica probabilmente dovuta al fatto che le graduatorie di Lucca (e di altre città toscana) sono particolarmente corte e, quindi, più appetibili.

Gli insegnanti stanno, cercando anche di contattare il ministro (lucchese) dell’istruzione Stefania Giannini. E chiedendo al provveditorato grande rigore nel controllo delle domande. Un rigore che è chiesto anche dal ministero. Che - non a caso - chiede che l’ufficio di provenienza dell’insegnante che cambia provincia «deve allegare una dichiarazione nella quale si attesti la coerenza tra il punteggio attribuito al docente e i titoli dichiarati e posseduti, che saranno esplicitamente elencati con l’indicazione del punteggio attribuito per ogni titolo». Proprio per evitare che vengano fatti valere titoli “farlocchi”.

Luca Cinotti

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