Il Tirreno

Lucca

Mercato del Carmine, arrivano le grandi manovre

di Barbara Antoni
Mercato del Carmine, arrivano le grandi manovre

La gru che asporterà il vecchio tetto dovrà attraversare tutto il centro storico. E in piazza San Michele tutti a vedere i pannelli storici

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LUCCA. La gru entrerà da Porta Santa Maria per approdare - in via Nuova e da qui in piazza del Carmine e via San Gregorio. Dove sarà piazzata per consentirle di svolgere il suo lavoro: asportare la copertura del mercato del Carmine, che verrà rifatta ex novo.

Grandi manovre insomma. Sono attese, secondo i piani, nell’arco della prossima settimana, spiega l’assessore al commercio Giovanni Lemucchi. Manovre indispensabili oltretutto per permettere (ora che i ponteggi sono stati finiti di montare all’interno del chiostro) l’esecuzione delle opere finalizzate al rifacimento del tetto dell’antico mercato.

L’entrata della gru nel centro storico sarà il momento più delicato di tutto l’intervento di realizzazione della nuova copertura del Carmine. E dovrà essere programmata al centimetro, visto che le strade del centro storico non sono le più adatte a veder passare un mezzo di questo genere e soprattutto di queste dimensioni. Sì, perché anche se con molte probabilità la gru verrà smontata in più parti, saranno parti di misure considerevoli. È possibile che il percorso più semplice sia quello attraverso via Fillungo fino a via Mordini (via Nuova) e da qui verso l’area davanti a bagni pubblici in via San Gregorio dove dall’inizio del cantiere (il 20 maggio) sono stati blindati una decina di posti auto e la zona delimitata da transenne affinché si mantenga libera.

Intanto da ieri mattina è partita la sostituzione delle pietre bianche (provenienti dai Monti Pisani) nel selciato di piazza San Michele (un lavoro da 119.573 euro, anche questo, come quello al Carmine, reso possibile da un contributo della Fondazione Crl). Alla fine la Soprintendenza ha optato per riunire il gruppo di pietre nuove; le altre verranno pulite e restaurate al bisogno.

Ma da ieri il cantiere sul sagrato di San Michele, dove i lavori sono visibili attraverso le finestre lungo i lati, è diventato anche un’attrattiva per i turisti. E il motivo è sotto gli occhi di tutti: i pannelli che raccontano con dovizia di particolari e in base a una cronologia ricostruita dagli archeologi della Soprintendenza, le pavimentazioni del sagrato che si sono succedute nei secoli, dall’epoca del foro romano fino a oggi.

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