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i dati del cnr

Un flusso continuo di auto fra Lucca e Capannori

Un flusso continuo di auto fra Lucca e Capannori

LUCCA. Due comuni distinti, ma solo sulla carta. Almeno per quanto riguarda gli spostamenti. Lucca e Capannori sono due facce della stessa medaglia: è quanto si può ricavare dallo studio di...

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LUCCA. Due comuni distinti, ma solo sulla carta. Almeno per quanto riguarda gli spostamenti. Lucca e Capannori sono due facce della stessa medaglia: è quanto si può ricavare dallo studio di Università di Pisa e Cnr sui flussi di traffico in Toscana, che il nostro giornale ha pubblicato nell’edizione di ieri.

Secondo i ricercatori pisani, che si sono basati sui dati ricavati dai gps che le assicurazioni utilizzano per “monitorare” i propri clienti, all’interno del territorio del comune di Lucca entrano ogni giorno 6.500 veicoli (cifra calcolata nello scorso mese di maggio).

Ma al di là del numero “secco” è interessante vedere da dove provengono queste auto. Ebbene, per il 37% arrivano dal territorio di Capannori. Un’“interdipendenza” elevatissima, la più elevata fra quelle registrate fra una città e un suo comune confinante, fatta eccezione per Massa e Carrara. Di più. In generale, oltre metà del traffico che si genera da e per Lucca va proprio in direzione dei comuni della Piana. E si tratta, per quasi i tre quarti di un traffico “regolare”, cioè di persone che quel tragitto lo fanno tutti i giorni o quasi.

Se poi si rovescia la prospettiva e si va a vedere qual è la percentuale di auto che provengono da Lucca rispetto al totale di quelle che entrano a Capannori, si raggiunge una cifra stratosferica: il 58,6%.

La conferma, una volta di più, di come il traffico che si muove fra Lucca e Capannori abbia raggiunto numeri e “intensità” ormai difficilemtne sostenibili.

E che - al di là delle visioni diverse che ci sono sul tema - un ripensamento del traffico e delle modalità in cui si svolge (non solo nuove strade, ma anche passaggio dalla gomma alla rotaia) sia necessario per evitare di trasformare la parte più popolosa della provincia in una sorta di camera a gas a cielo aperto. (l.c.)

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