Lutto
Tasse, oltre 21mila aziende rischiano una sanzione
Rilasciato in ritardo il programma per verificare il proprio studio di settore Ora le imprese hanno pochi giorni di tempo per evitare di pagare lo 0,4% in più
LUCCA. Cambiano gli studi di settore, e le imprese, 21mila in lucchesia (oltre 8mila nel Comune capoluogo) piombano nel caos. La aziende devono verificare, tramite un programma elettronico dell'Agenzia delle Entrate, che il proprio reddito non sia anomalo. Che corrisponda, cioè, al volume di affari che il Fisco ritiene e non sospetto di evasione per quel tipo di azienda. Ed è su quel reddito che dovranno essere versate le imposte (Irpef, Irap, Ires) entro il 16 giugno. Ma imprese e professionisti protestano: il nuovo programma è stato varato pochi giorni fa, non ce la faremo a rispettare la scadenza. Rischiando di pagare lo 0,4%di mora in più.
Il programma. Il software elettronico si chiama Gerico. Scaricabile sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate applica i parametri degli studi di settore. Centotrenta dei quali sono stati riveduti e corretti (soprattutto al ribasso) per l'anno fiscale 2013, tenendo conto degli effetti della crisi su costi e ricavi delle aziende. Lo strumento è divenuto operativo solo pochi giorni fa. Nella perplessità degli operatori, che chiedevano di averlo a disposizione almeno un mese prima della scadenza del 16 giugno. L'impresa, o il professionista incaricato, inserisce il codice di attività che richiama lo studio di settore specifico. Il negozio di alimentari, infatti, ha uno studio di riferimento che è diverso dall'impresa di costruzioni o dall'agenzia di viaggio. A quel punto si inseriscono tutti i dati richiesti. Tra gli elementi fondamentali che costituiranno l'analisi di Gerico, ci sono i costi del personale e quelli di servizio (ad esempio luce, gas, telefono). Una volta completate tutte le voci, il sistema dice se il reddito finale dell'azienda è congruo o meno allo studio di settore. Se cioè il volume d'affari è ritenuto corrispondente a quello che il Fisco ritiene ragionevole. E non è sospetto di nascondere introiti al nero.
Che cosa bisogna fare. Se il reddito d'impresa rientra nei parametri del Fisco, si può procedere con il versamento delle imposte con una certa tranquillità. Se invece non è così, l'azienda ha due possibilità. La prima consiste nel correggere il tiro, adeguandosi a quanto riportato da Gerico: in pratica, si fa corrispondere il reddito d'impresa reale a quello presunto. Una specie di autodenuncia, che comporta una rimodulazione delle imposte da pagare - se io infatti dico di guadagnare di più, dovrò versare più tasse - e che però comporta non pochi problemi. Tanto per fare un esempio, le Srl rischiano di vedersi accusate di falso in bilancio, se in Gerico riportano cifre diverse rispetto a quanto risulta nei loro conti. La seconda strada consiste nel non adeguarsi al reddito presunto, fornendo delle giustificazioni, come malattie lunghe o gravi, o eventi occasionali che hanno rallentato l'attività imprenditoriale. A quel punto si invia il modulo on line senza modificare il proprio reddito, né le imposte da pagare. Augurandosi che il Fisco non faccia partire l'accertamento.
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