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passin bassi - le cronache di pierin lucchese

Same Festiva, alla Reoporto scritte di buccellato del Taddeucci

di PIERIN LUCCHESE
Same Festiva, alla Reoporto scritte di buccellato del Taddeucci

di PIERIN LUCCHESE La quale rièccoci qui a ragiona’ di come passin bassi che ‘un si ripara e ne succede di casini in continuazione. Ma però e’ bisogna tira’ avanti, come dice Meone quando l’ultima...

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di PIERIN LUCCHESE

La quale rièccoci qui a ragiona’ di come passin bassi che ‘un si ripara e ne succede di casini in continuazione.

Ma però e’ bisogna tira’ avanti, come dice Meone quando l’ultima pèora ni piscia ner secchio nel mentre che le m’unge; avendosi stato che Mimmo nè toccato di leva’ le scritte giganti del Same Festiva di davanti le Mura antiquate la quale ni davin noia a tutti per il disturbo monumentalistico.

E anco l’altra notte tale Tirabusciò noto briào mézzo di Lappato che girava per il campobalilla in bicicretta a rincorre’ le bodde, ci battiede drento l’F der Festiva e si fece ferita l’acero con tusa sulla fronte, tre giorni salvo complicamenti, dalla quale si capisce che il Festiva fa anco male alla salute e la legge è l’egge anche per chi ‘un sa fa’ a legge’.

E allòra via tutto e alla svelta ma però capita che i ristoranti più famigerati di Lucca ora le voglin prende’ lòro le scritte e le spongano ar pubbrico della gente che ci va a mangia’.

Così il turista turistico fore e stiero, anche cinesi col codino e i russi co la topa in capo, le vede e dice:

«Ma qui a Lucca non faranno mica percaso un Same Festiva che allòra quasi quasi ci ritorno e ci porto i bimbi e la mi’ nonna a sentire Pelù »?

Esso per cui è propio una bella pubblicità qulturale delle trazzioni della città, perunque dice che il Taddeucci ora fa le scritte del Same Festiva tutte belle di buccellato co luva passora e le mette, da mangiassele a morsi, alla Reoporto di Pisa per isviare stutamente le comitive de li stranieri peoroni che quando rivano co la Raianè si credano d’esse’ a Fi-Renzi e vorrebbino visita’ la Torre Pendente de’ Quattro Mori e il Colosseo di Napoli.

E invece – bordaaa!!!- venissero tutti a fini’ a Lucca per vede’ Mario Sonsodo e altre celebrità e bellurie localistiche di grande spregio.

Ma pultroppo sulcede anche che lu Nesco, la quale sono gente tosta che nun escono mai ma solo se li vai a prende’ a casa e li porti a cena, come lo dice la parola stessa non ci ha ancora riconosciuto il riconoscimento di Matrimonio dellu Manità come città musicale della musica suonata ammodo.

E nicchiano perché delle boccacce maligne di Pisa ci sono andati a scopri’ l’altarini che il famoso cantautore Puccini scappò da Lucca con la ganza, che Boccherini era uno che gioàva mezzala nel Folgor Marlia e Gemignani dava i quatrini a strozzo in via della Dogana.

Ee allòra non se ne fa di nulla e come dice il geom. Schiacciasassi di Montuolo on the Hozzors, che di musica se ne capisce assai, sonando esso l’aradio a giornate sane, bisogna ri-posizionarsi in un altro modo perché lu Nesco riconoschi la mportanza cul e turale di Lucca; magari, che so, a buo pillonzi. Cisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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