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Preferenze, a Capannori gli ex assessori fanno il pieno

Preferenze, a Capannori gli ex assessori fanno il pieno

Sul podio esponenti della giunta Del Ghingaro. Il Pd fa il ribaltone a Castelnuovo Garfagnana e a Borgo a Mozzano, ma brucia la perdita della roccaforte-Gallicano

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LUCCA. Sorride il Partito democratico e sorride soprattutto Luca Menesini che riesce, a Capannori, in quello che non era riuscito al suo predecessore Giorgio Del Ghingaro: vincere nel comune più importante dopo il capoluogo al primo turno. L’imprinting dei dieci anni “delghingariani” è comunque fortissimo. Non solo perché Menesini è stato vicesindaco, ma anche perché i tre candidati più votati sono tutti assessori uscenti: la record-woman Lara Pizza (637) e, a seguire, Gabriele Bove (543) e Claudio Ghilardi (364).

 L’elezione al primo turno del candidato del centrosinistra è stata festeggiata a lungo lunedì sera al ristorante “Da Canapino”. Poi alle 10 di martedì Menesini ha ricevuto dall’ex primo cittadino la fascia tricolore e ha iniziato la sua era nel municipio capannorese. Nel centrosinistra grande soddisfazione anche per i molti consensi ottenuti dagli assessori uscenti: ai primi tre posti dei più votati ci sono infatti Lara Piazza con 637 voti seguita da Gabriele Bove con 543 e da Claudio Ghilardi con 364. Sul giornale in edicola tutte le preferenze dei candidati consiglieri.

Al Partito democratico sono riusciti altri due colpi grossi, entrambi in Valle. Il primo è quello di Castelnuovo. Dove si è consumata una doppia vendetta. Quella del centrosinistra che ritorna a insediarsi nella Rocca dopo il ribaltone di cinque anni fa proprio ad opera di quel Gaddo Gaddi che è uscito pesantemente sconfitto da queste elezioni. E quello del nuovo primo cittadino Andrea Tagliasacchi, che cancella (o quanto meno mette nel dimenticatoio) il rovescio del 2007 quando, da presidente uscente della Provincia, venne sconfitto da Mauro Favilla nella corsa a sindaco di Lucca.

Il secondo ribaltone significativo è quello di Borgo a Mozzano, comune certo non di tradizioni di sinistra, che veniva da dieci anni di “regno” di Francesco Poggi. Elena Ghiloni, candidata di Andare oltre, era l’ideale continuazione di questa esperienza. Ma non ce l’ha fatta contro un Partito democratico che ha messo in campo il suo segretario territoriale, Patrizio Andreuccetti, che ha riportato una vittoria storica.

Ma in Valle ci sono anche delle spine per il Pd. E la più aguzza è senz’altro quella di Gallicano, dove finisce un dominio durato vent’anni e oltre sotto l’influenza di Ardelio Pellegrinotti. David Saisi, il giovane neosindaco a capo della lista civica “Gallicano c’è” è riuscito a fare quello che aveva mancato cinque anni fa: coagulare gli scontenti, che l’hanno votato in massa. E, dall’altra parte, Italo Burrelli (pur “certificato” dalla vittoria delle primarie) non è riuscito a fare breccia nell’elettorato. Forse anche perché visto troppo in continuità con l’esperienza della giunta Adami, nella quale era assessore.

Per il resto, il centrodestra (o, meglio, le forze non di centrosinistra) si conferma soprattutto grazie ai suoi “uomini forti”: a Montecarlo, con il sindaco Vittorio Fantozzi, votato anche da molti elettori di centrosinistra. E a Vagli, con il vulcanico Mario Puglia, al terzo mandato. E riesce nel ribaltone a Castiglione, dove Gaspari ha avuto la meglio con un solo voto di scarto su Guazzelli che, con grande correttezza istituzionale, non ha mai pensato di contestare l’esito del voto.

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