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Lucca

Lo trova privo di vita sulla poltrona della cucina

di Luca Tronchetti
Lo trova privo di vita sulla poltrona della cucina

Tragica fine di un commerciante, è stata la compagna a dare l’allarme Secondo gli inquirenti il decesso potrebbe essere stato causato da stupefacenti

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CAPANNORI. Di certo c'è solo che il cadavere di un giovane commerciante di 35 anni residente a Camigliano non presentava segni di violenza, ferite di arma da taglio o da sparo, tracce di colluttazione.

Per il resto la sua morte è ancora avvolta nel mistero anche se procura e carabinieri sono propensi a credere che il decesso ruoti attorno al mondo degli stupefacenti.

L'esame esterno del cadavere, già eseguito dal medico legale Stefano Pierotti, i successivi esami tossicologici e, se non bastasse, in un prossimo futuro l'autopsia, serviranno a chiarire il mistero sulla tragica fine dell'uomo che abitava in una casa nelle vicinanze della storica Villa Torrigiani.

I fatti. Un passato difficile quello del trentacinquenne che in questo periodo aiutava la convivente - una donna di qualche anno più giovane - nella gestione di un bar in un circolo ricreativo a Marlia.

Problemi legati agli stupefacenti iniziati negli anni Novanta tra alti e bassi nel tentativo di dare stabilità alla sua esistenza.

Stando al racconto fornito dalla compagna della vittima, l'altra sera il convivente era rimasto in cucina seduto sul divano a guardare la tv mentre lei, stanca dopo una giornata di lavoro, era salita in camera da letto e si era addormentata. Al mattino poco dopo le 11 si era svegliata e tornata in cucina aveva visto il suo uomo accasciato in poltrona.

Si è avvicinata, ha cercato di scuoterlo, ma ha sentito che il suo corpo non rispondeva.

Si è attaccata al cellulare e ha chiamato il 118. L’operatore in servizio alla centrale di emergenza ha inviato sul posto un'ambulanza con medico a bordo. Ma l’equipe sanitaria una volta raggiunta l’abitazione di Camigliano, non ha potuto far altro che accertare il decesso che è stato fatto risalire a 7-8 ore prima.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capannori, quelli di Lammari e i militari del nucleo investigativo diretti dal capitano Sergio Sebastiano Pennisi.

Il cadavere del trentacinquenne è stato trasferito all'obitorio del Campo di Marte a disposizione del magistrato di turno.

Lo scenario. Giunti all'interno della piccola casa colonica al di là della confusione i carabinieri hanno subito notato sul tavolo piccole tracce di sostanza stupefacente (forse eroina) e lì vicino un cartoncino arrotolato simile a una cannuccia e che, per gli inquirenti, potrebbe essere stato usato per inalare la droga.

Non solo. Vicino al corpo c'era anche una bottiglia di una bevanda alcolica e dei lacci emostatici che, stando agli investigatori, non sarebbero stati usati.

Tutti gli oggetti e i microgranuli di stupefacente sono stati repertati e sequestrati dai militari della scientifica.

Le ipotesi. Tre gli scenari plausibili per gli investigatori diretti dal sostituto procuratore Elena Leone.

E tutti legati all'uso di sostanze stupefacenti. Logicamente prima di avere riscontri certi serviranno le risposte agli esami tossicologici già eseguiti.

Il primo è legato a un precedente ricovero ospedaliero datato 19 marzo scorso per problemi di natura cardiovascolare. Il trentacinquenne, affetto da cardiopatia, potrebbe essersi preparato una dose e mentre inalava lo stupefacente si sarebbe sentito male, senza riuscire ad avvertire la compagna, e sarebbe morto di lì a poco.

La seconda ipotesi è legata a un mix droga-alcol che potrebbe essersi rivelato letale per un fisico già minato del giovane residente a Camigliano. Accanto al corpo infatti è stata trovata una bottiglia di liquore aperta e già svuotata per metà.

Infine la terza pista è quella che porta a una partita di droga tagliata male che avrebbe provocato l'overdose letale. In quel caso si aprirebbero nuovi scenari investigativi e si dovrebbe indagare per cercare di rintracciare la persona che avrebbe fornito al commerciante la dose che ne potrebbe aver provocato il decesso.

Le indagini. Al momento è stata ascoltata come persona informata dei fatti la compagna della vittima che avrebbe fornito la sua verità agli investigatori. E in queste ore i carabinieri stanno sentendo anche amici, parenti e conoscenti del giovane per sapere chi aveva incontrato in questi giorni e se aveva avuto contatti con persone in grado di procurargli lo stupefacente.

Un primo rapporto sarà inviato nelle prossime ore all’autorità giudiziaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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