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Lucca

il caso del bambino in ambulanza

Rossi: «Sul percorso molti punti medici»

CASTELNUOVO. Anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, interviene sul caso del bambino di 4 anni e mezzo trasportato da Castelnuovo a Lucca senza un medico a bordo dell’ambulanza nonostante le...

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CASTELNUOVO. Anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, interviene sul caso del bambino di 4 anni e mezzo trasportato da Castelnuovo a Lucca senza un medico a bordo dell’ambulanza nonostante le condizioni critiche. Una vicenda che era arrivata alla ribalta della cronaca dopo la denuncia della madre del piccolo, che aveva raccontato il traumatico viaggio.

«Mi è stato comunicato dalla Asl di Lucca che il bambino, sebbene la madre si sia molto preoccupata, e credo sia più che normale è stato visitato dal medico del pronto soccorso di Castelnuovo – scrive Rossi – il quale ha rilevato l’emorragia, ha deciso il trasferimento per controllo ambulatoriale ma ha classificato il caso di classe I-II, cioè un paziente stabile che non richiede il monitoraggio dei parametri.

«Infatti, non appena sono arrivati all’ospedale di Lucca - prosegue il Governatore - l’emorragia del bambino è cessata spontaneamente. La classe 1-2 non necessita del medico a bordo ma, anche per rispondere alla sua richiesta, le posso dire che sul tragitto Castelnuovo-Lucca sono presenti molti punti medicali che potevano essere avvertiti dall’ambulanza al fine di attivare l’automedica con il dottore a bordo. Il medico, perciò, avrebbero potuto raggiungere il bambino tempestivamente (nel presidio di Barga, ad esempio, è disponibile un’ambulanza con medico e infermiere, un kit di rianimazione e dotazioni specifiche per emergenze pediatriche). La struttura organizzativa del pronto soccorso di Castelnuovo non presenta criticità se non quelle dovute al territorio difficile dal punto di vista geografico. Consapevoli di ciò, è attiva una buona distribuzione di servizi e una buona copertura per l’organizzazione dei soccorsi. Prendendo spunto da questo caso, posso affermare che le zone periferiche non sono di serie B, abbiamo sempre avuto ben presente l’importanza dei piccoli ospedali e continuiamo ad investirci, affinché possano fornire servizi di qualità ed ottime prestazioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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