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Quei piloni finiti... in tribunale

Quei piloni finiti... in tribunale

Nel 2001 Enel venne condannata per la linea Vinchiana-Filettole

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LUCCA. Non è la prima volta che il territorio di Lucca ha a che fare con progetti per le linee elettriche, talvolta aspramente contestate da parte della popolazione.

Negli ultimi tempi si ricorda la battaglia dei residenti di Mutigliano e Sant’Alessio, oppure quella di chi abita nella zona di Maggiano: quest’ultima lotta, fra l’altro, è stata fra le cause del progetto di spostamento verso il mare dell’elettrodotto La Spezia-Acciaiolo.

Ma c’è un caso che spicca su tutti per la sua importanza e anche perché ebbe uno strascico giudiziario.

Si tratta della vicenda del Vianchiana-Filettole, che suscitò polemiche a non finire fra il 1998 e il 1999. Del caso, all’epoca, si occuparono anche le tv nazionali, a partire dal Gabibbo di Striscia la notizia. L’allora sindaco Giulio Lazzarini, insieme all’ex prefetto Tranfaglia, ottenne alla fine il blocco dei lavori per i nuovi tralicci.

Ma la vicenda, come detto, finì anche in tribunale. Dove Enel uscì sconfitta: nel 2001 il giudice sentenziò infatti che i pilastri erano stati realizzati in violazione della legge 1497 del 1939 - che individua zone d’interesse paesaggistico tali da impedire qualsiasi modificazione ambientale e tantomeno la costruzione di elettrodotti - e della legge 431 del 1985 (la legge Galasso) che salvaguarda le aree di particolare pregio ambientale vicino a bacini e corsi d’acqua, come invece era avvenuto nel caso dell’elettrodotto Vinchiana-Filettole.

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