Il Tirreno

Lucca

I comunali restituiranno l’incentivo avuto per l’Ici

di Luca Meconi
I comunali restituiranno l’incentivo avuto per l’Ici

Pescaglia, l’annuncio del vicesindaco: ai dipendenti e ai pensionati dell’ente sarà trattenuta la quota del 20% percepita sul recupero dell’evasione

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PESCAGLIA. Tutti i dipendenti comunali, compresi quelli attualmente in pensione, restituiranno i soldi percepiti come compenso incentivante nell’attività di recupero dell’evasione Ici, per un totale di circa 180mila euro. Ad annunciarlo è il vicesindaco (e candidata) di Pescaglia Sandra Paoli, che ricostruisce come tutta la vicenda sia iniziata quasi quindici anni fa.

«Nel 1998 fu approvato dal Consiglio comunale (con il voto favorevole anche dell’opposizione) il regolamento per il recupero dell’evasione dell’Ici che stabiliva che l’80% dei proventi poteva essere attribuito come compenso incentivante agli uffici mentre il restante 20% era destinato all’adeguamento delle strutture informatiche comunali. Fino al 2010 il Comune non ha iniziato l’attività di controllo ma all’epoca nessuno immaginava che l’evasione del nostro comune fosse elevata come poi si è dimostrata. I dipendenti comunali non hanno però percepito l’80% ma il 20%, percentuale che comunque non era dovuta e che adesso restituiranno. Nei mesi scorsi ci siamo accorti di questo problema e come prima mossa, ad ottobre, abbiamo affidato un incarico al dirigente comunale affinché ricostruisse tutta la vicenda. La giunta non sapeva niente di tutto questo perché l’incarico nel 2010 era stata dato attraverso una determina dirigenziale, come era previsto dalla legge, senza quindi dover passare dagli organi politici».

A oggi - sintetizza Paoli - «il Comune ha incassato circa 780mila euro dall’evasione accertata su un totale che ammonta a poco meno di 1milione di euro. Abbiamo così provveduto a inviare una lettera di messa in mora a tutti i dipendenti comunali che hanno percepito il salario accessorio e tutti si sono dichiarati disponibili a restituire i soldi presi in più. A partire dal mese di aprile sarà trattenuto loro un quinto dello stipendio ed anche i dipendenti comunali oggi in pensione restituiranno quanto preso in più. Entro aprile 2015 il Comune riavrà tutti i soldi indietro». Tutto risolto quindi anche se la vicenda, a pochi mesi dalle elezioni, ha ovviamente dei risvolti politici con la minoranza che attacca la maggioranza sostenendo di non aver visionato abbastanza e con la maggioranza che rinvia le accuse al mittente sostenendo che tutte i bilanci, le variazioni di bilancio e ogni altro atto è sempre passato dalla commissione finanze dove è presente la minoranza nella quale nessuno si è mai lamentato di niente. E così, sia il vicesindaco Sandra Paoli che l’assessore alla finanze Alessandro Pellini, rispondono alla minoranza che a dicembre ha inviato una lettera su questa vicenda alla prefettura di Lucca e alla Corte dei Conti: «La Corte dei Conti ci ha comunicato che ha avviato un’istruttoria sull’affidamento di questo servizio alla ditta Esse.In srl ma non ci ha richiesto niente per quanto riguarda il compenso incentivante dei dipendenti. L’accordo – e concludono – prevedeva che alla ditta andasse un corrispettivo pari al 30% dell’evasione effettivamente riscossa, non calcolato sull’evasione accertata. E’ chiaro quindi che se la ditta ha incassato tanto è perché il comune ha riscosso tanto e quindi ha preso il 30%. In questo modo noi non abbiamo avuto nessuna “cartella pazza” e solo pochissimi ricorsi da parte dei cittadini, che hanno perso tutti ad eccezione di un caso».

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