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Lucca

Processo per usura, condannato a 6 anni

Processo per usura, condannato a 6 anni

Imprenditore capannorese si era rivolto a un conoscente e aveva avuto in prestito un milione. L’accusa: tassi fuorilegge

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CAPANNORI. Condannato a 6 anni di reclusione per usura. È la sentenza a carico di un ottantenne viareggino, Pier Luigi Biondi, accusato di aver prestato soldi a strozzo a un imprenditore della Piana. La difesa presenterà appello.

La vicenda risale a 10 anni fa e secondo le accuse ritenute fondate dai giudici del collegio (presidente Valentino Pezzuti, a latere Billet e Mengoni) per almeno tre anni Biondi aveva dato ingenti somme all’imprenditore. Versamenti anche in contanti per un importo di 1 milione di euro.

L’azienda capannorese attraversava un periodo difficile. Calo di vendite, spese crescenti. C’era bisogno di liquidità, evidentemente non garantita dalle banche. Biondi, buon conoscente dell’imprenditore e della sua famiglia, aveva garantito il suo impegno a dare una mano. Biondi, che in Versilia ha attive alcune attività anche nel settore immobiliare, aveva prestato il denaro.

Parte gli era stata restituita, parte - per circa 400mila euro per lo più in titoli - era stata richiesta con un’azione civile e la presentazione di un decreto ingiuntivo.

Questo fatto aveva provocato la reazione dell’imprenditore (i cui interessi in aula erano tutelati dall’avvocato Paolo Mei) che aveva presentato denuncia.

Era iniziata l’opera degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Enrico Corucci che nel 2009 aveva chiesto e ottenuto dal gip il rinvio a giudizio.

Biondi, che ha seguito tutte le numerose udienze e che ha subito anche l’interdizione per 5 anni di pubblici uffici, ha sempre sostenuto di non essere un usuraio sostenendo di aver dato i soldi in prestito, ma a un tasso assolutamente legale con minimi ricarichi per far fronte alle spese.

Giustificazione che però secondo i magistrati non regge. Secondo le indagini, il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) e cioè l'indicatore di tasso di interesse di un'operazione di finanziamento risultava sempre molto elevato, ben oltre quanto è consentito dalle leggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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