Finanza
Perizie e certificazioni, ecco l’iter verso il S. Luca
L’Asl deve acquisire e produrre una serie di documenti prima di avviare le attività Di pari passo procede il piano per ridurre il numero di pazienti da trasferire
LUCCA. L’obiettivo è rispettare la data annunciata, ovvero aprire il nuovo ospedale San Luca sabato 10 e domenica 11 maggio.
La direzione dell’Asl 2 confida di poter avere per quella data tutte le autorizzazioni necessarie, a partire ovviamente dalle certificazioni dei collaudi, che hanno richiesto, com’è noto, molto più tempo del previsto.
L’azienda ha definito tutti quelli che sono stati chiamati “passaggi chiave” verso l’apertura del nuovo ospedale. Oltre alla dichiarazione della commissione di collaudo e delle integrazioni per l’Aua (l’autorizzazione unica ambientale) c’è necessità della documentazione per il deposito della Scia, che dovrà essere presentata al Comune con l’attestato di agibilità.
Quindi serve il verbale di presa in consegna redatto dalla commissione di collaudo e vistato dal Rup e dall’Alta Vigilanza, seguito dall’acquisizione della dichiarazione di esito positivo relativa ai collaudi tecnico-funzionali edili, meccanici e elettrici e all’acquisizione dell’Aua.
Agli atti dovrà andare anche il verbale con l’esito del sopralluogo dei vigili del fuoco per il rilascio del Cpi e la sottoscrizione dei piani tecnici operativi dei settori affidati al concessionario. E’ a quel punto che l’Asl invierà alla Regione Toscana l’attestazione finale relativa al possesso dei requisiti di servizi.
Al di là di questi aspetti burocratici, scatteranno le iniziative per ridurre il numero dei pazienti da trasferire. Vediamo come. 21 giorni prima del trasferimento blocco totale dell’attività di ricovero chirurgico elettivo; 10 giorni prima riduzione delle attività ambulatoriali e diagnostiche; 8 giorni prima riduzione delle attività di ricovero medico non urgente e sospensione della seduta programmata delle interruzioni volontarie di gravidanza.
Quattro giorni prima: dimissione delle puerpere (48 ore dopo il parto); diminuzione della disponibilità di posti letto di terapia intensiva e subintensiva; 3 giorni prima riduzione della subintensiva neonatologica e della degenza pediatrica.
Ci sarà anche il potenziamento delle attività nei presidi della Valle del Serchio, mentre 2 giorni prima è prevista l’utilizzazione di almeno 10 posti letto di area medica per i pazienti in diversione dal pronto soccorso.
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