La manifestazione
Ex Clap, scioperi in vista: l’integrativo non c’è più
L’azienda, oggi Ctt Nord, ha annullato i vecchi accordi e proposto nuove formule. Previste riduzioni di indennità mensa e diversi trattamenti economici fra addetti
LUCCA. C’è agitazione fra i circa trecento dipendenti ex Clap, oggi Ctt Nord con le ex aziende del trasporto urbano Atl di Livorno e Cpt di Pisa (in tutto circa 1.200 addetti). Un’agitazione che, spiegano i sindacalisti, potrebbe sfociare in una serie di scioperi.
La vicenda è complessa e riguarda la revisione degli accordi integrativi in vigore quando le aziende non erano consorziate. Dal 10 marzo Ctt Nord ha dichiarato, in modo unilaterale, la disdetta degli integrativi, introducendo - con un documento di 27 pagine - la nuova “regolamentazione aziendale del personale Ctt Nord”, valida fino al 31 marzo 2015.
I primi effetti della disdetta, sottolinea Leonardo Andreozzi, Rsu della Filt Cgil, «si vedranno con lo stipendio di marzo, ma non completamente, visto che per i primi dieci giorni di questo mese hanno continuato a valere i vecchi accordi. Il grosso arriverà con la busta paga di aprile, il primo mese completo senza integrativo».
I cambiamenti (in peggio) stanno tutti dentro a una trattativa (propedeutica alla dichiarazione di disdetta dell’integrativo) che il consorzio Ctt Nord ha avviato con le rappresentanze sindacali sulla nuova organizzazione del lavoro. Trattativa che ha visto tra l’altro i sindacati spaccarsi, con l’uscita della Uil (Uiltrasporti) dal tavolo.
In base alla nuova regolamentazione del servizio quotidiano degli autisti, il Ctt, spiega ancora Andreozzi, ha previsto che l’orario giornaliero di 6 ore e mezzo degli autisti sia spalmato su un nastro di 11 ore. Altro aspetto che toccherà nel vivo gli autisti: una differenziazione nel trattamento economico della cosiddetta “parte alta” della busta paga: chi è stato assunto fino al 31 dicembre 2001 continuerà a beneficiare della voce economica piena (138 euro), chi è stato assunto dopo di soli 74 euro, tagliando così le gambe a una prospettiva allettante: quella che prevedeva - in base ai vecchi accordi - di conquistare tutti i 138 euro una volta maturati gli otto anni di anzianità.
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