Proteste
Scoperta la banda che clona i bancomat
I carabinieri di Lammari denunciano 14 romeni che colpivano nel Capannorese: giro di affari di oltre 700mila euro all’anno
LAMMARI. Ci sono voluti molti mesi di delicate e impegnative indagini estese a mezza Italia. Ma alla fine i carabinieri della stazione di Lammari (guidati dai marescialli Maccarone, comandante della stazione, e Cencini) hanno concluso un’operazione pubblicamente elogiata dai vertici dell’Arma. Hanno infatti scoperto e denunciato 14 romeni che avevano la base operativa a Torino ed erano dediti alla clonazione delle carte di credito e al furto dei Pin dei bancomat.
Un giro d’affari stimato in 720mila euro all’anno (50miloa nel solo mese di gugno 2012), la maggior parte dei quali sottratti a clienti del Monte dei Paschi di Siena agenzia di Segromigno in Monte.
I correntisti vittime del sodalizio criminale sono stati 69: quasi tutti del Capannorese, ma ci sono stati anche casi di clonazione in due agenzie di Milano e in una di Gallate in provincia di Novara.
Le vittime della banda sono state indennizzate dalla banca che si è avvalsa della copertura assicurativa.
I soldi portati via ai clienti venivano utilizzate per effettuare ricariche di carte “superflash” sulla Imi San Paolo, presso filiali di Torino e provincia. Soldi sottratti ai risparmiatori e usati per l’acquisto di strumenti tecnologici e informatici: in particolare iPad, iPhone, smartphone di varie marche, computer, stampanti.
Tutto era iniziato nel giugno 2012 quando ai carabinieri di Lammari erano state presentate denunce di cittadini che avevano scoperto ammanchi sui propri conti correnti. In tutti i casi le cifre prelevate grazie all’uso dello skimmer erano di alcune centinaia di euro. Lo skimmer - va ricordato - è un dispositivo capace di leggere e in certi casi immagazzinare su una memoria i dati della banda magnetica dei badge.
Le caratteristiche dello skimmer fanno sì che venga usato sempre più spesso per commettere attività criminose a danno dei titolari di carte di credito, degli utilizzatori degli sportelli Bancomat e dei distributori self-service di carburanti.
L’attività investigativa, terminata pochi giorni fa, ha interessato la Procura di Lucca e quella di Torino, con un notevole numero di accertamenti compiuti negli istituti di credito che si trovano in Toscana, ma anche in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo e Marche. Erano stati seguiti i flussi di denaro e scoperta una lunga serie di movimentazioni sospette sulle carte “superflash”
Nel settembre scorso erano state fatte numerose perquisizioni delegate dalla Procura di Torino nelle abitazioni dei romeni indagati e ciò aveva permesso ai carabinieri di avvalorare ancora di più l’ipotesi investigativa.
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